Chagall arriva a Catanzaro

Un grande evento attende la città di Catanzaro, per la prima volta ospiterà le opere di Marc Chagall in una mostra dedicata al rapporto dell’artista con la religione ebraica ed alla sua interpretazione del Messaggio Biblico in chiave pittorica.

Le sale del Complesso Monumentale del San Giovanni ospiteranno 170 opere grafiche dell’artista russo, inoltre la mostra Chagall. La Bibbia, che partirà il 23 Maggio prossimo, è corredata da un ampio apparato didattico sui temi chagalliani e biblici, sull’ebraismo in Calabria e sulle influenze dell’arte ebraica sulla cultura contemporanea.

Il percorso della mostra è stato studiato per mettere in luce il profondo e personale rapporto che Chagall aveva con la religione e soprattutto con le scritture del Libro sacro; con la serie della Bibbia (in bianco e nero e a colori) e La storia dell’Esodo emerge come la Bibbia per l’artista sia soprattutto una storia di uomini.

Le creature che animano i racconti e le storie della Bibbia, per Marc Chagall sono i veri protagonisti, non la Creazione, infatti tra le figure da lui rappresentate troviamo patriarchi e profeti, re e regine, spose e pastori (Noè, Abramo, Giacobbe, Isacco, Rebecca, Rachele, Giuseppe, Mosè, Aronne).

Domenico Piraina, curatore della mostra, a chiusura del percorso espositivo ha inserito una ricca collezione di opere di due artisti contemporanei: Max Marra che con la serie Il ghetto ripercorre la drammatica storia del popolo ebreo e Antonio Pujia che, con l’installazione “ceramiche parlanti” Pirgos, composta da 7 vasi in ceramica decorata e creata dall’artista appositamente per la Giudecca di Bova, ha reso omaggio all’antica comunità ebraica presente nell’area grecanica calabrese, riproducendo gli antichi e sacri simboli ebraici della Menorah, della Stella di David o dello Shofar .

Sarà, inoltre, possibile visionare una ristampa del 2006 del Commentarius in Pentateuchum di Rashi (Rabbi Salomon ben Isaac), unico, raro ed antico tomo edito a Reggio Calabria il 18 febbraio 1475 con caratteri ebraici mobili, senza vocali, il cui originale è conservato presso la Biblioteca Palatina di Parma.

Il visitatore avrà anche la possibilità di ascoltare le sonorità della musica colta popolare dalla voce di Francesca Prestìa che con tre brani rende attuali le tradizioni del panorama musicale calabrese e promuove le conoscenze di antiche lingue (grecanico, l’ arbëreshe e l’occitano-guardiolo) ancora oggi regolarmente parlate in alcuni contesti calabresi.

L’obiettivo della mostra è quello di far riscoprire ed apprezzare il patrimonio culturale, materiale e immateriale, che definisce l’identità stessa della Calabria e che purtroppo è poco noto e diffuso, nonostante gli sforzi di ricercatori, archivisti e archeologi. Una storia antichissima che ritroviamo anche nella conformazione urbanistica di molte città calabresi, una eredità storica consolidata che oggi è nuovamente il fulcro nei processi di ridefinizione identitaria sperimentati in diversi centri della Calabria, in cui la memoria ebraica è sempre più un valore che si integra con la crescita culturale e lo sviluppo delle risorse endogene dei territori.

L’esposizione, che si concluderà il 29 Agosto 2021, è prodotta ed organizzata dal Comune di Catanzaro e dall’Assessorato alla Cultura della Città di Catanzaro con Arthemisia, la realizzazione si deve al contributo della Regione Calabria, con il Patrocinio dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro e con il fondamentale contributo della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, grazie a cui tutte le scuole della Provincia di Catanzaro potranno usufruire dell’ingresso gratuito alla mostra.

Il catalogo della mostra è edito da Rubbettino.

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