The people I like. Al Maxxi le fotografie di Giovanni Gastel

Lo scorso 15 Settembre è stata inaugurata presso il Maxxi (Museo delle Arti del XXI secolo) , la mostra fotografica Giovanni Gastel. The People I Like, a cura di Umberto Frigerio, che afferma: “Difficilissimo […] è stato fare la selezione tra i numerosissimi ritratti fotografici di tutti questi anni. Selezione durissima, sofferta, – abbiamo dovuto lasciare fuori bellissime foto e bellissime persone, amici e artisti-soprattutto perché abbiamo intitolato la mostra: Giovanni Gastel. The people I like.”

Giovanni Gastel inizia a lavorare da Christie’s tra il 1975-1976, affinando la sua tecnica fotografica con un lungo apprendistato, ma la svolta arriva nel 1981 con l’incontro con Carla Ghiglieri, la quale diventata sua agente e lo introduce nel mondo della moda.

Da qui in poi la sua vita è tutta in salita, dopo le prime pubblicazioni su riviste come Annabella, inizia ad essere ricercato anche da altri, Edimoda e Mondo Uomo e Donna, ma la consacrazione nel modo dei fotografi di fama internazionale arriva nel 1997 con un sua personale realizzata da Germano Celant alla Triennale di Milano. Da qui il suo successo professionale si consolida fino a raggiungere la notorietà di artisti del suo campo, quali Mario Testino, Oliviero Toscani, Helmut Newton.

Giovanni Gastel, nato a Milano il 27 dicembre 1955 da Giuseppe Gastel e da Ida Visconti di Modrone, ultimo di sette figli; oggi è membro del Consiglio di amministrazione del Museo di Fotografia Contemporanea, partner istituzionale della Triennale di Milano e membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione IEO-CCM.

Con le direttive post Covid-19, per accedere alla mostra è preferibile acquistare il biglietto online, la mostra dura in tutto un’ora ma basta per ammirare le fotografie esposte.

Tra i personaggi ritratti, spiccano i volti di Carolina Crescentini, Isabella Ferrari, Carla Sozzani, Pino Daniele, Bebe Vio, Giuseppe Di Piazza, Luciana Littizzetto, Fiorello, Barack Obama, Marco Pannella, Vasco Rossi, Jovanotti, Giuliano Sangiorgi, Omar Pedrini, Nicola Savino; oltre 200 ritratti, molti dei quali in bianco e nero, che sembrano voler restituire l’anima del soggetto fotografato.

Giovanni Gastel è famoso sopratutto per questa sua particolare capacità di immortalare la vera essenza dei protagonisti delle sue fotografie, il suo uso della luce da risalto al personaggio, lo mette al centro della scena, questa tecnica ricorda molto lo stile pittorico del Caravaggio.

Egli, come il pittore, riesce a donare ai soggetti un corpo e una forma tridimensionale grazie all’illuminazione che, come su un palcoscenico, sottolinea i volumi dei corpi che escono improvvisamente dal buio della scena. 

Giovanni Gastel stesso afferma: “Fotografare è una necessità e non un lavoro. Rendere eterno un “incontro” tra due anime, mi incanta e mi fa sentire parte di un tutto”.

La mostra, che si concluderà il prossimo 22 Novembre, rappresenta un dialogo continuo tra anime, quelle del fotografo, del soggetto fotografato e dello spettatore.

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Mostra fotografica di Giovanni Gastel al MaxxiFotografie di Giovanni Gastel al Maxxi

ARTHEMISIA impossibile riaprire mostre al pubblico il 18 maggio

Lo scorso 28 Aprile è giunta la dichiarazione di Iole Siena Presidente del Gruppo Arthemisia in merito alla riapertura delle mostre pronosticata per il 18 Maggio.

Logo Arthemisia mostre
Immagine di proprietà di Arthemisia

La Presidente ha affermato che per quanto lodevole possa essere la volontà di riaprire le mostre al pubblico il 18 Maggio prossimo, questo non sarà possibile. Queste le ragioni del suo no:

1. Non c’è stata ancora una risposta su eventuali sostegni per le imprese della cultura: con le grosse perdite subite, non è possibile correre ulteriori rischi senza sapere se vi saranno aiuti e come si potranno portare avanti le attività.

2. Il periodo maggio-settembre è notoriamente quello con le minori affluenze di pubblico alle mostre. In tempi “normali” aprire una mostra a maggio equivale a una perdita certa (la stagione primaverile delle mostre va da febbraio a giugno); in questo momento, con i contagi e la paura ancora diffusi, significherebbe aprire per (forse) pochissime persone al giorno. Va anche considerato il fattore psicologico: dopo quasi due mesi di quarantena, quante persone vorranno recarsi in un luogo chiuso come lo spazio espositivo di una mostra? E quante, con le incertezze economiche correnti, potranno spendere soldi per visitare una mostra?

3. Il pubblico delle mostre è composto per il 10% dal pubblico scolastico (escluso in questa fase), per il 40% dal pubblico dei gruppi (escluso in questa fase), per il 15% dal pubblico di turisti (escluso in questa fase), per il 15% dal pubblico over 65 anni (escluso in questa fase). Rimane un 20% del cosiddetto “pubblico singolo” che, se anche volesse andare alle mostre, non consentirebbe in alcun modo di coprire le spese.

4. Con le necessarie misure di sicurezza, potrà entrare una persona ogni 5 minuti, quindi al massimo 120 persone al giorno, con un incasso medio di circa 1.200 euro al giorno. Il costo giornaliero medio di una mostra, considerando il personale di vigilanza e di biglietteria, le assicurazioni, gli affitti, le pulizie, ecc., si aggira intorno ai 6.000 euro. È evidente che sarebbe del tutto antieconomico.

5. Gli spazi espositivi delle mostre tipicamente non sono ambienti “sani”: non hanno finestre (né si possono aprire, per la conservazione delle opere), di solito hanno la moquette in terra, non c’è ricambio di aria. Anche immaginando una sanificazione frequente (che peraltro costituisce un costo in più), qualora in mostra passasse una persona contagiata metterebbe a rischio tutte le altre, perché anche adottando la distanza sociale di uno o due metri, l’aria nelle stanze resterebbe la stessa e i pavimenti non sono facilmente lavabili. Tantomeno sono lavabili le opere d’arte, che non potranno di certo essere disinfettate. Infine nessun assicuratore esercita una copertura per i rischi di contagio da coronavirus, quindi il rischio per chi organizza sarebbe molto alto.

6. Le misure di sicurezza da adottare (prenotazioni obbligatorie per i visitatori, percorsi obbligati all’interno delle sale, audioguide da rifare, santificazione frequente, dispositivi per la igiene del pubblico, impianti per il ricambio salubre dell’aria), richiedono tempo (almeno 4 mesi di lavoro) e ulteriori investimenti. Si sarà pronti non prima di settembre, con le misure adeguate.

7. I prestatori nazionali e internazionali non prestano finchè non c’è certezza di poter viaggiare, e sicuramente a maggio i viaggi internazionali non saranno consentiti.

La Presidente Iole sostiene fermamente che per le mostre private sarà molto difficile riaprire prima di Ottobre 2020 o di notizie certe che il rischio di contagio del Coronavirus è stato definitivamente annullato.

Continua dicendo che occorre prima di tutto affrontare il tavolo dei sostegni alle imprese della cultura, poi si devono mettere a punto le misure di sicurezza avendo il tempo di testarle, e poi si possono annunciare le riaperture in maniera sensata e univoca, mettendo tutti nelle stesse condizioni di operare, anche per correttezza di mercato.

Bisogna tenere conto che le misure cautelative adottate a seguito dell’emergenza COVID-19 hanno recato ingenti perdite economiche alle imprese del settore della cultura. Nello specifico
il settore delle mostre d’arte che vive sugli incassi delle biglietterie, bloccate dalla metà di febbraio, e che al 95% anticipa i costi prima dell’apertura, si è ritrovato con una spesa di qualche milione di euro. Questa spesa ovviamente non è stata compensata dai ricavi, che come è ovvio non sono potuti maturare.

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Museo nazionale delle arti del XXI secolo tra Architettura, Spiritualità, Immagini e fumetti

In questi giorni presso il MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo) di Roma, sono in corso numerose esposizioni di notevole interesse.

Per quanto ogni mostra riguardi argomenti e materiali differenti il filone che le accomuna si rintraccia nel tessuto sociale che ha creato i protagonisti e dato loro notorietà, lo stesso tessuto sociale che questi protagonisti sono stati in grado di comprendere e, oggi grazie alle loro opere, abbiamo la possibilità di conoscere meglio.

La stessa struttura del museo è opera di uno dei maggiori esponenti del XXI secolo, l’architetto anglo-irachena Zaha Hadid, scelta perché in grado di creare strutture capaci di integrarsi nel tessuto urbano, per le soluzioni architettoniche innovative e per l’abilità di interpretare le potenzialità dei luoghi. Il MAXXI infatti si presenta come una enorme struttura innovativa ed armonica al tempo stesso, che con i suoi ampi spazi riesce a creare un flusso comunicativo tra i vari ambienti, fluido e senza drastiche interruzioni. Permettendo così la convivenza armoniosa tra le diverse esposizioni senza creare confusione o smarrimento nei visitatori.

Ma passiamo ora in esame le varie mostre in corso.

Della Materia Spirituale dell’Arte, che si concluderà giorno 8 Marzo, offre allo spettatore la possibilità di interrogarsi sul concetto della Spiritualità ai giorni nostri, attraverso l’interpretazione fatta dagli artisti in esposizione e poter anche confrontare questa visione con le opere risalenti all’età arcaica di Roma. Infatti insieme alle opere contemporanee sono stati riuniti reperti archeologici provenienti dai principali musei della capitale: i Musei Vaticani, il Museo Nazionale Romano, i Musei Capitolini e il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

La mostra, a cura di Bartolomeo Pietromarchi, riunisce 19 artisti ognuno con un bagaglio culturale ed un background diverso: John Armleder, Matilde Cassani, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Elisabetta Di Maggio, Jimmie Durham, Haris Epaminonda, Hassan Khan, Kimsooja, Abdoulaye Konaté, Victor Man, Shirin Neshat, Yoko Ono, Michal Rovner, Remo Salvadori, Tomás Saraceno, Sean Scully, Jeremy Shaw e Namsal Siedlecki.

Un’altra mostra che vedrà la sua conclusione nel giorno dedicato alle donne è At Home. Progetti per l’abitare contemporaneo, a cura di Margherita Guccione e Pippo Ciorra.

Un insieme di plastici, foto e piantine che riproducono edifici ed interni di abitazioni pensati per adattarsi perfettamente ai luoghi di destinazione e realizzati con materiali sempre più innovativi. Questi progetti offrono uno sguardo sui cambiamenti che si sono susseguiti nel mondo dell’architettura e nel concetto dell’abitare negli anni che vanno dal dopoguerra a oggi, con un excursus delle opere dei grandi maestri del Novecento e delle nuove figure emergenti del panorama architettonico internazionale.

Questa mostra è fortemente legata all’esposizione Kostantin Grcic. L’immaginazione al potere, che si concluderà il 15 Marzo, un’istallazione che riproduce alcune costruzioni presenti in At Home, nello specifico quelle degli architetti Sergio Musmeci, Giuseppe Perugini, Maurizio Sacripanti e  Bernard Khoury, immergendole in un ambiente surreale, ma perfettamente inserite nel contesto creato dall’artista grazie alla loro stessa natura. Questa installazione fa parte del programma Studio Visit che ogni anno invita un designer di fama internazionale a dialogare con le opere della collezione del museo per restituirne una propria personale visione. Il programma Studio Visit, che è inserito nel progetto di collaborazione tra MAXXI e Alcantara spa, ha prodotto numerose mostre che sposano l’idea di sperimentazione e ricerca propri di questa collaborazione nata nel 2011.

Sempre nell’ottica di progetti abitativi è la mostra dedicata alla produzione dall’architetto Gio Ponti, un omaggio che arriva a quaranta anni dalla sua scomparsa e offre la possibilità di conoscere l’architetto a 360°, attraverso un vasto assortimento di materiali archivistici, modelli, fotografie, libri, riviste, e oggetti.

La mostra Gio Ponti. Amare l’architettura, che si concluderà il 13 Aprile, offre la possibilità di conoscere l’universo dell’architetto,  una vasta e poliedrica produzione che unisce idee e culture differenti nella sperimentazione di nuovi concetti dell’abitare, partendo proprio dall’esigenza di costruire che lo stesso Gio Ponti definì in Vocazione architettonica degli italiani (1940):  «Gli italiani sono nati per costruire. Costruire è carattere della loro razza, forma della loro mente, vocazione ed impegno del loro destino, espressione della loro esistenza, segno supremo ed immortale della loro storia.»

L’esposizione è a cura di Maristella Casciato, Fulvio Irace in collaborazione con Margherita Guccione, Salvatore Licitra, Francesca Zanella.

Architettura, silenzio e luce. Louis Kahn nelle fotografie di Roberto SchezenGli amanti della fotografia industriale potranno visitare l’esposizione Architettura, Silenzio e Luce. Louis Kahn nelle fotografie di Roberto Schezen, aperta al pubblico fino al 2 Giugno presso il centro archivi del MAXXI. Le foto di Schezen restituiscono il pensiero e la ricerca dell’architetto Kahn, che realizzò numerose costruzioni cercando di trarre il massimo vantaggio dalla luce naturale.

La mostra, curata da Simona Antonacci ed Elena Tinacci, mette in risalto anche le visioni stranianti ed estreme proprie del lavoro fotografico di Schezen che, giocando con la luce, le ombre ed i colori, rende le immagini vere opere d’arte.

Un altro spazio dedicato allo sposalizio tra arte e fotografia è offerto dalla mostra Elisabetta Catalano. Tra immagine e performance presso la zona lobby – archive  wall fino al 15 Marzo. L’esposizione, curata da Aldo Enrico Ponis, rappresenta un diario visivo delle fotografie realizzate dall’artista, ogni capitolo corrisponde all’evento o agli artisti da lei immortalati nel suo studio,  tra questi Joseph Beuys, Fabio Mauri, Vettor Pisani e Cesare Tacchi. Attraverso queste immagini Elisabetta Catalano restituisce la performance estemporanea o creata a tavolino che gli stessi artisti le hanno commissionato.

Nell’area distaccata del MAXXI è stata allestita una mostra dedicata alla produzione di Altan, che con le sue opere a fatto ridere e piangere adulti e bambini.

Altan. Pimpa, Cipputi e altri pensatoriAltan. Pimpa, Cipputi e altri pensatori, questo il titolo della mostra che si concluderà il 13 Aprile, e che ripercorre anni di storia attraverso i disegni, i fumetti e la produzione satirica che Altan ha pubblicato negli anni. Le sue opere sono l’espressione della libertà di pensiero, una libertà che mette in dubbio ogni certezza e fa riflettere sull’ambiente circostante. Una produzione così libera da bavagli e catene che riesce ad essere attuale ancora oggi.

 

La mostra, a cura di Anne Palopoli e Luca Raffaelli, è stata realizzata in coproduzione con Fondazione Solares e Franco Cosimo Panini Editore, a cura di Anne Palopoli e Luca Raffaelli.

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Riuso creativo nell’arte e nell’invettiva di Roberto Molinelli

Roma- In un piccolo e arroccato borgo medievale della provincia romana, Castelnuovo di Porto, presso l’imponente Palazzo Ducale noto anche come Rocca Colonna si svolge in questi giorni una mostra interessante che stuzzica i sensi e la fantasia. Stiamo parlando dell’esposizione dedicata a Roberto Molinelli che racchiude tutte le opere realizzate dall’artista e che prende il titolo di Antologica 1990 – 2019.

Nato a Genova nel 1961, Roberto Molinelli dopo aver concluso gli studi presso il Liceo Artistico avvia la sua carriera come decoratore e scenografo nel settore turistico. Trasferitosi a Roma nel 1986 inizia a specializzarsi negli effetti speciali collaborando con il mondo cinema e della televisione. La svolta arriva nel 2015 grazie alla collaborazione con Makinarium, una delle società più importanti d’Italia nel campo degli effetti speciali e con loro lavora a molti film tra cui Zoolander 2 e il nuovo Ben Hur.

Molti italiani però lo hanno conosciuto grazie ad un lavoro più recente, un film rimasto nelle sale troppo poco ma che ben presto potrà essere visibile nella più nota piattaforma digitale, si tratta di Copperman di Eros Puglielli interpretato da Luca Argentero.

La storia artistica di Molinelli si deve in gran parte al suo amore per il modellismo e alla sua curiosità che durante gli anni di lavoro gli ha permesso di conoscere materiali ed affinare tecniche portandolo a creare un  percorso creativo personale.

Roberto Molinelli non si limita agli effetti speciali, ma spazia verso quell’universo sensoriale ed intellettuale che appartiene al mondo dell’arte.

Le opere di Molinelli sono realizzate con oggetti di varia provenienza e natura (ossa, chiavi, giocattoli, monete e altro ancora) che vengono sapientemente combinati work in progress.

Il lavoro parte da una visione, senza ausilio di schizzi, e segue il suo corso fino ad opera realizzata, lo stesso Molinelli ci ha detto che il suo lavoro è frutto di tanta esperienza e di un forte baglio culturale che con gli anni ha reso ricca e florida la sua immaginazione.

Scorpione di Roberto Molinelli

Appare chiaro da subito quale sia lo spirito della mostra e la personalità dell’artista, infatti varcando la soglia d’ingresso di Rocca Colonna si viene accolti da un enorme scorpione realizzato interamente con materiali di recupero tenuti insieme da mastice e viti filettate ed infine verniciato.

La visita prosegue con una sala dedicata a Copperman dove si può apprezzare il costume di scena, miniature ed altri particolari relativi al personaggio, proseguendo lungo il percorso si giunge in una sala dove sono esposti i simpatici pezzi della serie Asimov Robotic Service e della Archeologia Nautica.

Da questa sala si giunge da una parte in una piccola stanza dove sono esposte delle magnifiche ali bianche a misura d’uomo e delle più piccole ali marroni screziate di rosso in scala 1:10; dall’altra parte si prosegue verso altre due sale dedicate alle Icone, realizzate reinterpretando l’arte bizantina e l’arte sacra in genere attraverso la nobilitazione di oggetti del quotidiano.

Osservando le opere di Molinelli si resta ipnotizzati alla ricerca del più piccolo dettaglio racchiuso in un contesto più grande che trasmette un’immagine significativa, ogni singolo pezzo contribuisce a conferire valore e significato all’opera; se apparentemente sembra di avere davanti oggetti messi a caso, ad uno sguardo più attento si percepisce quanto in realtà l’opera sia perfettamente bilanciata e simmetrica.

Tra le sue opere si annoverano anche i Tecnomorfi (1990-1998) frutto di una combinazione tra archeologia industriale e arte primitiva, Paleomorfi (1998-2000) costituiti da animali fantastici che si presentano come rari esemplari fossili ed infine gli Archeomorfi termine che raccoglie tutto ciò che per stile e significato si discosta dalle altre catalogazioni: maschere, monili, bronzetti equestri e tanto altro ancora.

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La mostra inaugurata lo scorso 15 Dicembre 2019, si sarebbe dovuta concludere il 12 Gennaio scorso, ma da quando detto dall’artista potrà ancora essere visitata il sabato e la domenica fino al 2 Febbraio 2020.

Per informazioni dettagliate ed aggiornamenti potete visitare la pagina Facebook o Istagram di Roberto Molinelli.

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Marco Polo nuovo centro di ricerca internazionale di Cà Foscari

Ci siamo finalmente è nato il nuovo Centro di ricerca internazionale di Cà Foscari, si chiama Marco Polo ed è dedicato al famoso esploratore che per primo descrisse gli usi e costumi dell’Antica Cina.

Il Centro per le connessioni globali Europa-Asia (MaP) è stato inaugurato il 18 Novembre scorso nella sede di Cà Vendramin, lo scopo è favorire la cooperazione scientifica a livello nazionale e internazionale tra Asia, Europa e Mediterraneo, sulle nuove identità religiose e sfide globali legate a processi di migrazione e cambiamenti climatici. 

Grazie al finanziamento del progetto di eccellenza del dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea (DSAAM) è stato possibile creare la struttura presso la quale si organizzeranno convegni, simposi, summer school e altre attività didattiche e di ricerca, rivolte a consolidare il profilo del dipartimento come punta di diamante negli studi asiatici e nordafricani a livello nazionale e internazionale. Insomma il  DSAAM vuole porsi come punto di riferimento per lo studio delle profonde trasformazioni intellettuali, economiche e socio-culturali in atto in Asia e nel mondo mediterraneo, che influenzano sempre più gli equilibri generali nell’era della globalizzazione. 

Sulla scia delle iniziative assunte già nel 2013, verrà dato ampio spazio al tema della Nuova via della Seta (Belt and Road Initiative – BRI) che ha assunto una posizione centrale nell’ambito del dibattito internazionale ed ancora oggi in forte sviluppo da parte del Governo Cinese.

Vista la portata del progetto e degli studi da svolgere il MaP coinvolgerà numerose strutture dipartimentali e di ricerca dell’ Università Cà Foscari , nonchè con varie strutture nazionali ed internazionali, come  l’International Institute of Asian Studies (IIAS, Leiden, Paesi Bassi), ilChinaMed e il To-China.

In cantiere diversi strumenti per la realizzazione degli obbiettivi del MaP:

  •  Summer School internazionali : verrà posta l’attenzione  sui processi storici ed i trends emergenti nella politica, la governance, l’economia e i cambiamenti socio-culturali tra Europa, Asia e Mediterraneo. 

 

  • Marco Polo Lectures : delle letture dedicate che vedranno la partecipazione di studiosi di alto profilo internazionale, accademico e culturale.

 

  • Marco Polo Colloquia : dei dibatti annuali dove studiosi ed esperti di vari paesi si confronteranno sulle questioni più significative delle relazioni Europa/Asia e dei cambiamenti in atto nel continente asiatico e nell’area del Mediterraneo. 

 

  • Seminari, workshop e letture annuali su temi specifici che si svolgeranno spesso anche in collaborazione con studiosi in visita sia nazionali che internazionali. Tra questi si segnala il Progetto “China 70-100” che ha lo scopo di mettere in luce gli aspetti più importanti dello sviluppo della identità moderna in Cina alla luce degli anniversari del “Movimento del Quattro Maggio 1919” e della fondazione della Repubblica Popolare Cinese” (1949) e quello, in programma a fine novembre 2019, su “Brussels Looks East. The Caspian Region and and the New EU Strategy Towards Central Asia”

Per tutte le altre iniziative si invita a visitare il sito accademico

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Il Realismo Visionario di Esionov

Roma- Lo scorso 26 Settembre è stata inaugurata una interessante mostra di acquerelli presso i Musei di San Salvatore in Lauro, si tratta delle opere dell’artista russo Andrey Esionov.

Realismo Visionario. Gli acquerelli di Andrey Esionov, questo il titolo della mostra che si concluderà il 25 Gennaio 2020, ospita quasi 100 opere, tra acquerelli e disegni,  provenienti dallo studio del maestro dell’arte figurativa russa contemporanea e membro dell’Accademia Russa di Belle Arti.

Grazie alla direzione del curatore Marco Di Capua, le opere sono state inserite in un percorso in grado di stimolare anche l’olfatto, lungo il percorso espositivo infatti sono stati inseriti dei contenitori di fragranze, realizzate appositamente da Laura Bosetti Tonatto, per completare la realtà pittorica delle tele.

Il percorso si apre con una serie di acquerelli realizzati dall’artista sulla base di atti di vita sociale che catturano l’attenzione dell’artista e per questo riportati su tela, man mano che si avanza lungo il percorso le opere iniziano ad acquistare particolari che si scostano dalla realtà ma che rappresentano la percezione che Esionov intende comunicare, fino a raggiungere il culmine nella realizzazione di opere che si contraddistinguono per questo realismo visionario che da il nome alla mostra.

Prima di raggiungere l’ultima sala si accede ad una sorta di mezzanino dove viene proietto un video che ritrae il maestro Andrey Esionov nel suo studio intento a realizzare i suoi quadri. Questo video cerca di avvicinare il pubblico alla particolare tecnica utilizzata dall’autore, egli è solito realizzare dei disegni di ciò che cattura la sua attenzione, nel momento di realizzare l’acquarello riporta il disegno precedentemente realizzato su tela rispettando così non solo le dimensioni ma anche l’idea originaria che ha richiamato la sua attenzione verso quel particolare soggetto. 

L’acquerello viene dunque realizzato partendo prima dai particolari più grandi, quindi dallo sfondo, per poi raggiungere i più piccoli dettagli, tale tecnica riportata nel video accompagnata dai gesti quotidiani dell’artista e dalle pause date dai tempi di asciugatura, cattura l’attenzione dello spettatore divenendo quasi ipnotica. 

L’artista vive e lavora a Mosca, le sue opere oltre ad aver ricevuto numerosi riconoscimenti  sono ospitate in prestigiose raccolte tra cui Mosca (Moscow Museum of Modern Art), San Pietroburgo (Museo di Stato Russo), Firenze (Accademia delle Arti del Disegno), Kazan (Museo Statale di Belle Arti della Repubblica del Tatarstan), TaŠkent (Museo delle Arti dell’Uzbekistan).

L’artista è giunto all’apice della notorietà per i ritratti, olio su tela, di vari intellettuali russi, tra i quali ricordiamo lo scrittore Vladimir Voinovich, i registi cinematografici Petr Todorovsky ed Eldar Ryazanov, il campione mondiale di scacchi Anatoly Karpov, il presidente dell’URSS Michail Gorbaciov. Ma la passione dell’artista resta l’acquerello, la cui reinterpretazione apportata da Esionov lo ha reso qualcosa di straordinario ed al di fuori della semplice riproduzione del quotidiano.

La padronanza della tecnica dell’acquerello acquisita da Esionov, testimonia il percorso artistico da lui intrapreso; nonostante la pausa di 20 anni dalla carriera artistica, lasciata per dedicarsi all’imprenditoria, il suo ritorno sulle scene artistiche nel 2010 non è stato un salto nel vuoto, ma una ulteriore conferma delle sue abilità.

Questo ritorno, che come afferma l’artista ha significato un “riprendere a respirare”, è stata anche occasione per rielaborare le numerose esperienze visive e strutture compositive accumulate per poi essere impresse su tela.

Dalle sue opere emerge un uomo che ama viaggiare, una persona che oltre ad essere un ottimo osservatore di quelli che sono i protagonisti del suo mondo, è anche attento ai mutamenti sociali che lo circondano: dal turismo di massa, proprio della classe più agiata, ai flussi migratori, che di contro caratterizza la parte più povera della popolazione.

Questa esposizione dunque testimonia le contraddizioni dell’umanità in relazione costante con il proprio “io”, la propria coscienza, ancora prevalentemente concentrata sul consumo o sulla bramosia di consumo.

Questa di Roma è la seconda tappa di un ciclo di personali dedicate alla divulgazione in Italia dell’opera di Esionov, la prima si è svolta a Firenze dal 5 Marzo al 28 Aprile 2019, mentre le prossime tappe sono Milano e Venezia.

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La mostra è organizzata dai musei di San Salvatore in Lauro in collaborazione con l’Accademia Russa di Belle Arti e promossa da MiBACT, Regione Lazio e Roma Capitale.

Il catalogo, edito dalla casa editrice Il Cigno GG Edizioni, reca i contributi critici del curatore della mostra Marco Di Capua e recensioni scritte dagli storici dell’arte Tomaso Montanari, Alexander Rožin e Victoria Noel-Johnson.

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Chagall. Sogno e magia

Bologna-La sede espositiva in stile rinascimentale di Palazzo Albergati , da oggi 20 Settembre 2019 fino al 1 Marzo 2020, ospiterà la mostra Chagall. Sogno e Magia curata da Dolores Duràn Úcar.

L’esposizione dedicata al grande artista russo racconta il mondo intriso di stupore e meraviglia di Chagall attraverso più di 160 opere nelle quali coesistono ricordi d’infanzia, fiabe, poesia, religione ed esodo riproducendo un immaginario onirico in cui è difficile discernere il confine tra realtà e sogno.

I temi cari a Chagall sono racchiusi in cinque sezioni della mostra. Il punto di partenza è il rapporto dell’artista con i ricordi della propria infanzia e la fascinazione del mondo circense, “Per me il circo è uno spettacolo magico- riflette Chagall- che passa e scompare come un mondo”.

La sezione successiva approfondisce la liaison con un prolungato riflesso della sua infanzia: il mondo delle favole, che Chagall illustra dando una forma visiva alle parole di La Fontaine e cogliendo l’ironia e la fantasia che le rendono uniche. Si prosegue la visita addentrandosi nella rappresentazione del rapporto dell’artista con la Bibbia.

L’insieme di litografie e gouache (tipo di colore a tempera reso più pesante e opaco con l’aggiunta di un pigmento bianco mescolato con la gomma arabica) in mostra all’interno della sezione risalgono agli anni ‘70 e ‘80 e testimoniano i vissuti di sradicamento dell’artista secondo il quale l’esodo biblico è l’allegoria della persecuzione degli ebrei.Russian village

La quarta sezione evoca l’infanzia di Chagall. Il legame con l’arte popolare evidenzia il suo stretto rapporto con la tradizione russa. Visto che nei quadri dell’artista tutto è possibile, in Villaggio Russo una slitta trainata da un vitello sorvola le case ed il cielo plumbeo contribuisce all’atmosfera dell’opera.

Le Coq Violet

 

Con la quinta sezione si celebra l’amore come unione spirituale di due anime. Si scorgono nelle tele amanti e innamorati. In Le Coq violet compare nuovamente il circo. Amore e fiori sono sempre insieme nelle immagini che evocano il paradiso. “L’arte è lo sforzo incessante di competere con la bellezza dei fiori…senza mai riuscire a vincere” scrive Chagall.

 

L’impatto delle opere, dalle quali trasuda l’anelito ad una dimensione che trascende l’hic et nunc, è integrato da una suggestiva proiezione olografica ideata da Display Expert assieme ad Arthemisia. Il risultato è la Dream Room: un’esperienza artistica originale ed immersiva che esce dagli schemi della rappresentazione bidimensionale, cercando di simulare l’idea dell’artista durante la creazione attraverso visualizzazioni realistiche in 3D.

La mostra offre inoltre un progetto didattico con visita per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Per la scuola dell’infanzia e primaria oltre alla visita è stato allestito il laboratorio Finestre sull’arte.

Numerosi sono gli sponsor dell’esposizione prodotta ed organizzata da Arthemisia: da Generali al Charity Partner Komen, allo Special Partner Ricola.

Il media coverage è di Sky Arte.

La mostra è aperta al pubblico tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00.

Maggiori informazioni su tariffe e aperture straordinarie possono essere rintracciate sul sito di Palazzo Albergati.

L’articolo è stato redatto da Francesca Serrao presente per Culturaalvento alla presentazione del 19 Settembre che si è tenuta presso Palazzo Albergati.

 

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Tutti pronti per Villa Ada Roma Incontra il mondo 2019

Roma- Lo scorso 31 Maggio si è tenuta la conferenza stampa per annunciare le novità di Villa Ada Roma Incontra il mondo edizione 2019.

Tante le novità e gli artisti che si esibiranno sul palco di Villa Ada dal 18 Giugno al 5 Agosto; tra tutti citiamo: Garbage, Nada e Orchestraccia band formata dagli attori Marco Conidi, Edoardo Pesce, Luca Angeletti e Giorgio Caputo.

Il tema della 26esima edizione rimanda all’immaginario di Fellini e Pessoa, “Nulla si sa, tutto si immagina”, un clima più maturo ma allo stesso tempo sognatore, una programmazione in grado di riunire sul palco artisti di fama internazionale ed  i più accreditati artisti italiani, completamente diversi gli uni dagli altri ma che hanno saputo raccontare con ironia e lucidità le difficoltà del nostro tempo; un’atmosfera eclettica degna della multiculturalità e sostenibilità ambientale a cui si è sempre ispirato il festival.

Due i palchi che saranno allestiti a Villa Ada per queste kermesse, il Main stage, per i concerti e rappresentazioni a pagamento, ed il Mini DADA, palco ad ingresso gratuito dove si esibiranno band emergenti provenienti dalla scena indipendente locale, i cui concerti sono stati inseriti in calendario dai circoli Arci Trenta Formiche e Poppyficio; ci saranno anche e gli after party con nomi di tendenza, come Borghetta, Scomodo, Italian Stail, Toretta.

Grazie alla confermata partnership con Nastro Azzurro,  verranno inserite due date ad ingresso gratuito che vedranno salire sul palco della Nastro Azzurro Live due delle band più apprezzate dell’attuale panorama musicale indipendente italiano.

Ma Villa Ada Roma Incontra il mondo, non è solo musica e spettacolo, ci sarà infatti un area gratuita con un’articolata programmazione nel “D’Ada Park” che vedranno alternarsi diverse associazioni, tra cui Mediterranea – Saving Humans, che animeranno dibattiti sui i temi più attuali: migranti, conflitti, ambiente e donne.

Questi incontri sono organizzati da Arci Roma con il supporto di UNHCR – Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati; Un Ponte Per… Costruiamo ponti non muri; Terra! onlus; e AIDOS – Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo – onlus.
Nell’ambito di queste tematiche si inaugura anche un ciclo di presentazioni di libri e graphic novel noti sopratutto per l’editoria di denuncia.

Un bella novità di questa edizione è rappresentata dallo spazio Wellness dove si terranno lezioni di meditazione, yoga e fitness; confermate le attività ludico creative per i più piccoli creati in collaborazione con il campus estivo il Giardino di Lulù e il circo della domenica pomeriggio ADA Circus.

Anche quest’anno Villa Ada Roma incontra il mondo non trascura i più avventurosi, infatti sarà possibile esplorare: il bunker Savoia grazie alla rinnovata collaborazione con l’Associazione Roma Sotterranea e Forte Antenne grazie ad APS Progetto Forti.

Per chi si diletta di fonia sono previsti due workshop organizzati da Studio Nero.

Non mancheranno area ristoro con cibo di qualità,  degustazioni e una trattoria di pesce e cucina vegetariana dove si potranno trovare alcuni piatti tipici della cucina tradizionale italiana.

L’edizione del 2019, insomma,  ha la pretesa di essere un punto di partenza per la costruzione di un possibile altro mondo.

 

Nell’ambito dell’attenzione all’ambiente ed a temi green partner speciale è iRyciclo Play, confermata anche la collaborazione con la no profit Yourban2030 (molto nota per il suo green murales Hunting Pollution a Ostiense)

Media partner di quest’anno sono: Radio Rock, con una presenza giornaliera e quotidiani live da bordo lago; Il Romanista, Roma Today, Sentireascoltare, Zero Eu, Postit Roma, The Parallel Vision, Nerds Attack, Lester e Unfolding Roma.

La 26esima edizione di Villa Ada Roma Incontra il mondo vanta il patrocinio di Dada srl e ARCI Roma all’interno del programma dell’Estate Romana promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, in collaborazione con SIAE.

 

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Mail: info@villaada.org

WhatsApp: 344 0712915 (attivo dalle ore 16 alle ore 21)

 

 

 

 

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Pif …che Dio perdona a tutti. Il Gutenberg Calabria chiude con successo l’edizione del 2019

Catanzaro- Lo scorso 25 maggio si è conclusa la 17esima edizione della Fiera del libro, della multimedialità e della musica, Gutenberg Calabria. Questa edizione è stata densa e particolarmente impegnativa per gli organizzatori, che hanno garantito  una ricca presenza di autori e di contenuti.

La conclusione è giunta con due importanti eventi l’assegnazione del 38esimo Premio Andersen come “Protagonisti della Cultura per l’infanzia 2019”, ritirato a Genova dal Presidente dell’associazione Gutenberg Calabria Armando Vitale e da Rosetta Falbo responsabile della sezione ragazzi del Gutenberg Calabria, e con un ospite particolarmente atteso dal pubblico giovane, un autore poliedrico che sa parlare con semplicità e con ironia di argomenti molto seri e che toccano particolarmente le terre del sud.

Pif al Gutenberg Calabria 2019

Si tratta di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, regista, attore ed autore del libro …che Dio perdona a tutti. Un libro che con ironia e semplicità, tra sciù alla ricotta e partite di calcetto, affronta il rapporto con la fede ai giorni nostri.

L’autore in questo romanzo mette in atto una sua teoria cercando di rispondere alla domanda: se tutti coloro che si professano fedeli vivessero realmente secondo le regole dettate dalla religione, si riuscirebbe ad essere veramente più felici e a vivere meglio?

Giunto da Lamezia Terme, dove il giorno prima aveva partecipato al Trame Festival, progetto particolarmente attento a quegli autori impegnati sui temi della legalità, della partecipazione e dell’impegno civile; Pif è stato accolto presso l’Auditorium Casalinuovo di Catanzaro da un pubblico principalmente formato da studenti e professori provenienti da tutte le province Calabresi e non solo, presente anche una delegazione di Napoli.

Qui gli organizzatori del Gutenberg Calabria, Loredana Marzullo e la Preside del liceo classico P. Galluppi Elena De Filippis, affiancate dai collaboratori Francesco Gaglianese e Cristina Brancaccio, hanno fatto gli onori di casa presentando Pif ed il suo libro.

Loredana Marzullo ha ringraziato Cristina Porcelli, presente in rappresentanza dell’Associazione Trame, la cui collaborazione ha reso possibile la presenza di Pif al Gutenberg. Come affermato dalla stessa Marzullo, questa collaborazione particolarmente virtuosa con l’associazione Trame apre un percorso di cooperazione che, si spera sia solo il primo di una lunga serie, perché rappresenta un punto di forza, un gradino in più verso l’emancipazione culturale di terre che a lungo sono state messe nell’angolo e dimenticate, ma che sono in grado, come si è visto durante questi anni, di garantire contenuti importanti e di stimolare il pensiero critico dei ragazzi.

Pif si è divertito a rispondere alle domande che gli studenti gli hanno posto ed è stato particolarmente catturato dall’intervento di un giovane ragazzo, Marco, che quest’anno deve affrontare la maturità classica, un ragazzo, come ha affermato lo stesso autore, che ha dimostrato di saper uscire dagli schemi e pensare con la propria testa, senza paura del giudizio altrui.

Durante questa presentazione è emerso un Pif molto determinato, che punta alla coerenza come valore, un professionista serio che difende ciò che ritiene giusto.

Al termine della presentazione Pif è stato preso d’assalto dai ragazzi per foto e firma copie, ma è stato possibile forargli una breve intervista.

 

Pierfrancesco questa è la prima volta che partecipi al Gutenberg, che impressione ti ha fatto?

“Mi capita di fare incontri, ma mi è parso un momento, una tensione che non è usuale. Mi è piaciuto molto anche lo scontro, tra virgolette, di Marco. Ed è questa la scuola di cui abbiamo bisogno.”

Sei riuscito ad esprime tutte le tue idee anche in questa sede?

”Si. Io ho detto le mie idee, ma quello che professo è mettere in discussione tutto. Anche le mie idee, i miei dei (qui apro una parentesi perché il gioco di parole non è stato casuale e Pif, restando all’interno del tema del suo libro ha voluto dire proprio che mette in discussione anche i suoi dei). La mia idea può essere funzionale può essere utile anche se messa in discussione, l’importante è che tu ti crei un’idea. Poi io spero che la tua idea sia simile alla mia, perché penso sia la più giusta ovviamente. Però ognuno si faccia le sue idee.”

Regista, attore, il testimone, adesso scrittore, con quale riesci ad esprimerti meglio ed a far passare il tuo messaggio?

” Io vivo la televisione come un mezzo per raccontare il presente e il cinema come un mezzo per raccontare il passato. Non riesco a vivere, a pensare al cinema, appunto, nel raccontare il presente, oppure per raccontare il futuro piuttosto che un modo per raccontare il passato. Ecco l’unico modo per raccontare il presente è guardando al futuro.”

Nel tuo libro affronti anche un argomento delicato come la morte, che rapporto ha Pierfrancesco con la morte?

”Ma così, queste domande così in mezzo alla gente? No io non ho paura della mia morte, nella mia testa io invecchierò, poi ora prendo l’aereo e finisce tutto. Ho il terrore della morte degli altri, più cresci e più questo terrore aumenta”

 

Leggi anche Gutenberg Calabria. Premio Andersen 2019

 

Foto presenti nel video:

Due sono le foto non di proprietà di Culturaalvento, una appartiene al profilo Instagram di Pif e l’ultima, una foto di gruppo, è proprietà di Francesco Lucia.

 

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Gutenberg Calabria. Premio Andersen 2019

Catanzaro- Oggi inizia ufficialmente la 17esima edizione della Fiera del libro, della multimedialità e della musica, organizzata dall’Associazione Gutenberg Calabria.

Questa edizione, che coinvolge cinque province della Regione con in calendario 150 incontri e ospita 60 autori, non è priva di sorprese, infatti è accompagnata da un’importante riconoscimento l’assegnazione del 38esimo Premio Andersen come “Protagonisti della Cultura per l’infanzia 2019”.

Premio Andersen 2019 al Gutenberg Calabria

“Per essere da sedici anni un progetto capace di crescere nel tempo, all’insegna delle idee, della passione e della competenza. Per aver messo al centro, partendo dalle scuole, l’importanza e la valenza educativa del libro. Per la capacità di rappresentare al meglio le non comuni potenzialità creative e il fermento culturale di una terra non facile come la Calabria” questa la motivazione espressa dalla Giuria per l’assegnazione del Premio Andersen.

Un grande traguardo per questo progetto nato dalle idee e dalla determinazione di Armando Vitale, presidente dell’Associazione Gutenberg Calabria e della Fondazione Imes, quando ancora era dirigente scolastico del liceo classico Galluppi di Catanzaro, che ha saputo trasmettere la stessa attenzione al progetto anche all’attuale dirigente scolastica Elena De Filippis, affiancata dalla referente del progetto regionale Gutenberg Ragazzi, Rosetta Falbo, che ritirerà il premio Andersen il 25 maggio presso Palazzo Ducale a Genova, proprio nel giorno in cui a Catanzaro si chiuderà questa edizione del Gutenberg.

Progetto Gutenberg Calabria 2019

Questo anno la Fiera del libro di Calabria, promossa dall’associazione Gutenberg Calabria e Fondazione Imes con il liceo classico Galluppi di Catanzaro alla guida,  ha come tema “Dedalo Icaro”, due metafore che rappresentano il valore della lettura e della cultura più in generale come strumento per uscire da ogni forma di labirinto.

A guidare al di fuori di questo labirinto, per rimanere all’interno della metafora, saranno autori di rilevanza nazionale tra i quali, Giovanni Impastato, Giuseppe Lupo, Mauro Bonazzi, Lisa Ginzburg, Luca Simonetti e Pif; non mancheranno scrittori calabresi come Carmine Abate, Domenico Dara, Piero Bevilacqua e Mimmo Gangemi.

Come tradizione, questa kermesse vede confermata la Sezione Ragazzi con 21 autori in cartellone; la sezione Off con workshop, laboratori e dibattiti incentrati su diversi temi di attualità, sopratutto l’ambiente, nello specifico dedicato alla figura di Greta Thunberg attuale portavoce delle nuove generazioni e agli insegnamenti di Papa Francesco.

“Ricca e partecipata con decine di scuole calabresi, associazioni, biblioteche che animeranno giornate intense – come espresso da Armando Vitale lo scorso 15 Maggio in conferenza stampa e riportato dal Corriere Calabria – il Progetto Gutenberg ha il suo ancoraggio primario nei libri, pretende che si legga il più possibile prima di discutere con gli autori. Quello che offriamo ai nostri ragazzi è la linfa dei libri: dobbiamo insegnare ai ragazzi ad essere autonomi nel pensare». L’intento di Armando Vitale, sempre come riporta il Corriere Calabria, è di riuscire a creare una scuola “che non sia subalterna al mercato del lavoro, una scuola viva in cui ci sia spazio: siamo per una scuola che non venga trasformata in una camera iperbarica, ricca di batteri positivi».

Per maggiori informazioni sugli appuntamenti in programma visitate il sito, la pagina Facebook o il profilo Instagram del Gutenberg Calabria.

 

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