Articoli

Alfabeti del mondo nuovo. XIX edizione del progetto Gutenberg

Parte oggi la XIX edizione del Progetto Gutenberg, La fiera del Libro, della multimedialità e della musica dal titolo “Alfabeti del mondo nuovo” tema su cui fin dalla nascita, nel lontano 2003, il Gutenberg indaga con entusiasmo – afferma il Direttore artistico Armando Vitale – con giovani, ragazzi e bambini, con studenti e cittadini curiosi.

“Il nostro orizzonte – continua Vitale – è sempre stato il mondo, i contrasti della turbolenta contemporaneità che ci è stata consegnata con tante promesse e che sembra deluderci, per la triste persistenza di crisi, disuguaglianze, violenze su Madre Natura, guerre, conflitti fra territori, generazioni, sessi. Ma il mondo nuovo parla anche la lingua delle possibilità inedite in una fase storica ricca di culture, scienza e tecnologie. C’è bisogno di sguardo acuto per fissare i punti critici della nostra incompiuta civiltà e immaginare un mondo nuovo rigenerato. La pace e la tutela attiva del pianeta terra sono oggi l’imperativo categorico per tutti.”

La fiera che ha inizio oggi, si concluderà il 28 Maggio, non senza lasciare il segno nelle menti dei curiosi che intenderanno parteciparvi. Come sempre l’organizzazione prevede un ricco calendario, con la partecipazione di numerosi autori calabresi ed internazionali, con numerosi titoli dedicati anche al giovane pubblico. Perché per creare un adulto dalla mente geniale ed acuta bisogna iniziare a prendersene cura si dalla più giovane età.

Maggiori informazioni sul programma possono essere rintracciare sul sito del Progetto Gutenberg

Naturalmente non perdete gli aggiornamenti della pagina Instagram @gutenberg_calabria

Se ti è piaciuto lascia il tuo piccolo contributo qui.

Addio a Letizia Battaglia

Palermo- La macchina fotografica di Letizia Battaglia si è spenta per sempre, la fotoreporter diventata famosa grazie ai reportage di mafia, che hanno descritto gli anni bui della sua Palermo, si è spenta a 87 anni a causa di una malattia.

Sguardo interrogatore quello che Letizia Battaglia, fotografa di professione, mostra nello scatto Ritratto di Letizia Battaglia, sguardo di chi sta meglio dietro l’obbiettivo fotografico più che davanti, o semplicemente ci mostra lo sguardo che assume ogni volta che scatta una foto, di chi ferma un istante andando a cercare cosa si nasconde dietro quella particolare situazione senza pregiudizi.

Lei che ha vissuto gli anni delle stragi di mafia immortalando importanti arresti, come quello di Leoluca Bagarella, fotografato politici di spicco in atteggiamenti troppo familiari con membri delle famiglie mafiose, come quello di Andreotti e dell’imprenditore Nino Salvo, requisita dalla Direzione Investigativa Antimafia come principale capo d’accusa contro il deputato della Democrazia Cristiana.

Lei, che con le sue fotografie ha mostrato al mondo com’era realmente la vita siciliana, che è stata protagonista di di verse mostre fotografiche tra cui ricordiamo Letizia Battaglia. Per pura passione .

Con il suo modo di fotografare e di osservare il mondo che la circondava le esperienze da lei vissute, emerge un mondo fatto di crimini di mafia e violenze, mai brutali, il suo sguardo restituiva, e lo fa ancora attraverso i suoi scatti, una realtà senza giudizio, pura testimonianza di un accadimento. Le fotografie sono tutte in bianco e nero perché catturano le anime dei luoghi e dei personaggi, su cui l’osservatore è costretto a soffermarsi, questo è ciò che più interessava a Letizia Battaglia e che alimentava la sua passione, rendere le sue foto testimoni fedeli e coscienti della realtà.

Tra il suo archivio fotografico non compaiono solo foto di crimini, ma anche tante fotografie artistiche e reportage di situazioni di vita collettiva, come le fotografie dedicate alle feste di paese, da cui emerge il forte credo religioso della Sicilia (vedi anche La Passione di Letizia Battaglia).

Il mondo ha perso una grande personalità che non solo traspariva dalle sue opere, ma anche dalle sue azioni, come nell’intervista fattale dalla Dandini in cui spronava le persone: ” Inventiamo, sogniamo, produciamo futuro”.

Se ti è piaciuto puoi fare una piccola donazione qui

Soriero presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma

La notizia arriva da un comunicato dell’Ordine dei Giornalisti di Catanzaro. L’arch. Giuseppe Soriero è Presidente della prestigiosa Accademia di Belle Arti di Roma.

“Siamo certi – si legge nel comunicato- che il collega Soriero continuerà ad essere presente ed attivo agli appuntamenti che il nostro Ordine organizza, come mai ha mancato di fare in questi anni, con quell’umiltà e quella competenza che gli sono proprie ed unanimemente riconosciute, sebbene siamo consci che i nuovi impegni ne limiteranno certo l’usuale frequenza. Tuttavia non può ancora che inorgoglirci sapere che un grande professionista catanzarese sia stato chiamato a ricoprire un incarico di tale levatura.”

Giuseppe Carmine Soriero, detto Pino, è nato a Satriano il 24 Luglio del 1950, ed un politico italiano. È stato deputato della Repubblica italiana per ben 3 legislature, dal 1992 al 2001. Nel 2018 gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica.

Laureato in Architettura ed iscritto all’ordine degli architetti dal 1976, anno di inizio della professione. Dal 1977 è componente del direttivo nazionale in seno all’Istituto Nazionale di Urbanistica (I.N.U.). Insegna Storia dell’Intervento pubblico nell’economia del Mezzogiorno, dal 2008, presso l’Universita degli Studi della Magna Grecia di Catanzaro ed è anche componente della consulta per il mezzogiorno del CNEL.

Con lo scopo di contribuire ad ampliare la conoscenza delle trasformazioni economiche, sociali, politiche ed istituzionali sul Mezzogiorno d’Italia, in relazione ai nuovi scenari europei e internazionali, nel 2003 fonda l’Associazione “il CAMPO idee per il futuro” e dal 2013 fa parte del comitato di presidenza della Svimez.

La carriera politica di Pino Soriero ha inizio come componente delle Direzioni Nazionali del PCI, PDS, DS dal 1988 al 2006, mentre nel 2007, a seguito delle elezioni primarie, viene eletto componente della prima Assemblea Costituente del PD. Nel 1990 viene eletto consigliere comunale di Catanzaro in seno al PDS, segue nel 1992 la carica di Parlamentare Nazionale, durata tre legislature, presso la Camera dei deputati sempre in seno al PDS, poi Progressisti ed infine DS L’Ulivo. Dopo la nomina a Sottosegretario di Stato ai trasporti ed alla navigazione durante il Governo Prodi, durata dal 1996 al 1998, assume la carica di presidente del comitato interministeriale per l’area ed il porto di Gioia Tauro (1997-200).

Nel 2006 si candida al Senato della Repubblica italiana, ma non viene eletto. Ha lavorato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri all’ufficio del Consigliere Diplomatico dal 2007 al 2009. Successivamente ottiene la docenza di Storia economica del Mezzogiorno presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro.

Durante l’Amministrazione di Rosario Olivo, dal 2010 al 2011, riceve la nomina di assessore comunale presso il Comune di Catanzaro con delega all’Urbanistica. Ha tentato ancora una volta la candidatura al Senato della Repubblica nella lista PD nella regione Calabria, durante le elezioni del 2013, ma anche questa volta non viene eletto.

Il suo lavoro di docente presso l’Università prosegue arricchito da diverse ricerche e pubblicazioni, tra queste si ricorda il volume del 2014 “Sud 20 anni di solitudine”. Nel 2018 viene nominato Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e nel 2020 viene eletto Presidente della Conferenza nazionale dei Presidenti delle Accademie Statali.

Ora al suo curriculum si aggiunge la prestigiosa carica di Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

Se ti è piaciuto puoi fare una piccola donazione qui

Chi è Roberta Metsola, la nuova presidente del Parlamento Europeo?

Roberta Metsola è avvocata specializzata in diritto e politica europea, ha lavorato come addetta alla cooperazione legale e giudiziaria di Malta all’interno della Rappresentanza permanente di Malta presso l’Unione europea.

Attiva in politica fin da giovane: fu membro della formazione giovanile del Partito Nazionalista, il Moviment Zgħazagħ Partit Nazzjonalista, e dell’European Democrat Students, movimento giovanile del Partito Popolare Europeo, di cui è stata anche segretario generale.

Già candidata alle elezioni europee del 2004 e a quelle del 2009, ma senza essere eletta. Nel 2013 però ha preso il posto di Simon Busuttil, dimessosi per essere stato eletto al parlamento maltese.

Alle successive elezioni europee, del 2014 e del 2019, venne rieletta raccogliendo il più alto numero di voti del suo partito.

Successivamente, il 12 novembre 2020, viene eletta prima vicepresidente vicaria del Parlamento europeo, sostituendo l’irlandese Mairead McGuinness, dimessasi dopo la nomina a commissario europeo.
È la prima maltese a diventare vicepresidente.
L’11 gennaio 2022 subentra come Presidente del Parlamento europeo ad interim dopo la scomparsa di David Sassoli e successivamente, il 18 gennaio, viene eletta Presidente del Parlamento europeo con 458 voti.

Foto: Rainews

Se ti è piaciuto puoi fare una piccola donazione qui

Addio a David Sassoli. Un uomo per bene

Oggi ci ha lasciati uno dei volti noti e più raffinati del giornalismo italiano, nonché il Presidente del Parlamento Europeo.

David Maria Sassoli, persona riservata, sempre sorridente e dai modi gentili, rappresentava una società che ormai sta scomparendo e della quale molti si sentono orfani.

Con lui se ne va anche la parte buona della politica, quella impegnata a far funzionare gli ingranaggi e che lavora seriamente per il bene pubblico. Una politica di spessore che sa ascoltare l’avversario senza quelle inutili e povere aggressioni verbali, sempre pronto a trovare anche solo quel unico punto in comune su cui poter costruire un rapporto di lavoro proficuo per la pubblica utilità. La stessa Giorgia Meloni di FdI, esprimendo il suo cordoglio, lo ha definito “una gran brava persona, un avversario leale, un uomo onesto.”

David Sassoli, lo abbiamo visto durante la sua carriera di giornalista, non si tirava mai in dietro quando c’era bisogno di dare voce e documentare il cambiamento sociale. Sempre in prima linea dove si faceva la storia, come nella caduta del Muro di Berlino.

Un uomo che ha sempre preferito l’azione alle sterili polemiche, perfino durante la malattia quando in molti lo aggredivano sui social network ipotizzando avesse il Covid-19, ha preferito non soffermarsi in sterili repliche ma concentrarsi sul suo lavoro.

Da volto familiare del TG1 a presidente del Parlamento europeo, quella di David Maria Sassoli è stata una vita divisa fra il giornalismo e la politica, a cavallo fra Firenze, Roma e Bruxelles fino a diventare nel 2019 presidente dell’Europarlamento.

Persona responsabile riuscì a far sì che il Parlamento Europeo continuasse a lavorare e rimanesse aperto – già nel marzo 2020 durante il primo rigido lockdown ad inizio pandemia – introducendo dibattiti e votazioni a distanza, primo parlamento al mondo a lavorare da remoto, perché in un momento così delicato c’era maggiore bisogno di essere presenti per le persone che contavano su di loro.

Sposato e padre di due figli, tifoso della Fiorentina, Sassoli viveva a Roma ma appena possibile si spostava nella casa di Sutri, un delizioso paese medievale della Tuscia lungo la via Cassia, una trentina di chilometri a nord della capitale, per coltivare le sue passioni per il giardinaggio e le buone letture. Sassoli, lo ricordiamo, è stato il secondo presidente italiano del Parlamento europeo dopo Antonio Tajani da quando l’assemblea di Strasburgo viene eletta a suffragio universale. Il suo incarico sarebbe scaduto a giorni e la prossima settimana a Strasburgo si terrà la riunione plenaria dell’Europarlamento per eleggere il suo successore.

La camera ardente per il saluto al presidente del Parlamento Europeo sarà aperta giovedì 13 Gennaio in Campidoglio, mentre venerdì 14 Gennaio alle 12 si terranno i funerali nella chiesa di Santa Maria degli Angeli.

Dalla notizia della sua morte sono tante le dimostrazioni di cordoglio e vicinanza alla famiglia. Nella sede dell’Europarlamento a Bruxelles sventolano a mezz’asta le bandiere a sfondo blu con le 27 stelle dorate. Anche la Commissione e il Consiglio Ue hanno fatto lo stesso negli edifici del quartier generale europeo.

In tanti lo hanno ricordato. La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, parlando in italiano, si è espressa così: “E’ un giorno triste per l’Europa. Oggi la nostra Unione perde un convinto europeista, un sincero democratico e un uomo buono. Un uomo che ha lottato per la giustizia e la solidarietà e un buon amico, i miei pensieri vanno alla moglie Alessandra, ai figli Giulio e Livia e a tutti i suoi amici”.

Il Ministro Luigi di Maio per preservarne la memoria ha deciso di intitolare al Presidente David Sassoli la Sala dei Trattati Europei, all’interno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che si chiamerà Sala dei Trattati europei David Sassoli .

Lunedì 17 Gennaio alle 18 alla plenaria del Parlamento Ue di Strasburgo l’ex Presidente del Consiglio ed ex parlamentare europeo Enrico Letta pronuncerà il discorso ufficiale nella cerimonia di commemorazione per David Sassoli.

Sulla pagina Facebook di David Sassoli capeggia un post a lui dedicato dal suo staff, che è la sintesi della sua essenza e di quanto con il suo lavoro abbia trasmesso: “Si può vivere e morire in tanti modi. David Sassoli ha combattuto e lavorato fino all’ultimo possibile istante, informandosi, partecipando attivamente alla causa del bene comune con curiosità e passione indomabili nonostante lo stato di salute sempre più precario, dopo la temporanea ripresa di qualche tempo fa. Per il Presidente del Parlamento europeo, per il politico Sassoli, per l’uomo David nella sua dimensione privata, alla base di ogni azione, di ogni comportamento, di ogni scelta erano, assai ben saldi, i valori umani di riferimento: lealtà, coerenza, educazione, rispetto”.

Vista la grandezza di quest’uomo che traspare anche dalle parole di chi lo ricorda, ci auguriamo che il suo esempio e la suo lascito immateriale non vengano dimenticati ma rimangano vivi nella memoria di tutti, soprattutto di chi gli succederà e dei sui colleghi che dovranno continuare a lavorare per il bene comune.

Se ti è piaciuto puoi fare una piccola donazione qui

Foto di proprietà del quotidiano.net

La cultura che posto ha in Italia?

Recentemente Danilo Rossi, prima viola alla Scala di Milano, ha inviato ad Aldo Cazzullo del Corriere della Sera un’accorata lettera in cui si domanda quale posto abbia la cultura in Italia.

Di seguito si riporta quanto scritto nella lettera.
“Carissimo, dopo una estate stracolma di allori sportivi, medaglie, campionati europei vinti, l’autunno é il periodo dei grandi concorsi internazionali musicali. Al Concorso Pianistica Chopin di Varsavia l’Italia ha ottenuto il quinto premio con Leonora Armellini, 29 anni e il secondo premio con Alexander Gadjiev 27 anni. Al concorso violinistico Paganini di Genova invece l’Italia con Giuseppe Gibboni 20 anni ha vinto il Primo Premio assoluto, cosa che non succedeva da 24 anni. In nessun giornale nazionale e in nessuna TV nazionale é stata data questa notizia. Inoltre nessun politico con ruoli istituzionali importanti, dalla cultura alla scuola all’università, ne ha parlato. Mi risulta che i vincitori di medaglie varie, olimpiche o tornei, dal tennis al volley, vengono invitati dal Presidente del Consiglio o addirittura dal Presidente della Repubblica. La cultura al primo posto? Se fosse veramente così questi straordinari giovani sarebbero su tutti i giornali e su tutte le televisioni e sarebbero già stati invitati dalle più alte cariche dello Stato. Invece nulla di tutto questo è accaduto. Quindi in realtà siamo il terzo mondo culturale? Mi piacerebbe avere un riscontro a questa mia domanda. La ringrazio.

P. S. Aggiungo anche che pochi giorni fa l’Accademia Bizantina, ensemble italiano di musica barocca ha vinto ai Grammy il premio come seconda miglior orchestra al mondo! Anche in questo caso, silenzio totale!

Con stima.
Danilo Rossi
Prima viola Solista Orchestra Teatro alla Scala di Milano”.

Viste queste parole ed appreso quanti successi l’Italia abbia ottenuto in molti campi, non solo nello sport, e viste le recenti drastiche disposizioni attuate durante il momento più difficile della pandemia nei confronti del mondo dello spettacolo, il quale ha subito un duro colpo; anche noi ci domandiamo: La cultura che posto ha in Italia?

Se ti è piaciuto puoi fare una piccola donazione qui

Buon compleanno Italia Nostra

Quest’anno Italia Nostra compie Sessantasei anni dalla sua fondazione e attività di protezione dei beni culturali italiani.

Nata nel lontano 1955 in pieno boom economico, durante gli anni della ricostruzione, dalla volontà di un gruppo di intellettuali che sentì la necessità ed il dovere di proteggere la memoria storica e culturale del paese dall’urbanizzazione selvaggia e dal cieco interesse economico.

Tante sono state le battaglie intraprese da Italia Nostra a protezione del patrimonio artistico dell’Italia, se ancora oggi abbiamo una memoria storica, edifici e monumenti di grande pregio che definiscono la nostra identità culturale lo dobbiamo al loro impegno.

In occasione di questa ricorrenza e sopratutto come biglietto di presentazione ai più giovani, è stato divulgato un interessante documentario realizzato dal settore Educazione al Patrimonio Culturale di Italia Nostra e dalla Compagnia Velia di Cecchini Officine Teatrali, in occasione dei Sessant’anni di Italia Nostra, che ripercorre le tappe più rilevanti della storia associativa, che spiega anche quali battaglie sono state affrontate e quali ancora oggi sono sul tavolo delle trattative.

Grazie al loro modo di vedere le città con il loro monumenti ed edifici storici, nonché il paesaggio circostante, oggi siamo in grado di poter vivere ed interagire con esse, infatti non le percepiamo come città museo belle da vedere e contemplare, ma come beni paesistici parte integrante delle nostre vite.

Spesso diamo per scontato ciò che abbiamo intorno perché fa ormai parte del nostro vissuto, ma non dobbiamo dimenticare il lavoro di chi ha permesso che questo fosse possibile. Un‘associazione lungimirante che già negli anni Sessanta aveva visto la necessità di abbandonare il carbone fossile (il petrolio) perché in esaurimento oltre che inquinante, per cercare energie alternative e di lunga durata come il solare. Oggi la lotto continua contro la volontà di imporre l’eolico, che non solo non é in grado di sopperire alle necessità dell’intero paese, ma anche invasivo e deturpante sul piano paesaggistico.

Le generazioni che verranno dovranno essere in grado di lottare affinché la memoria storica rappresentata dai paesaggi e dal patrimonio artistico italiano non venga cancella a favore degli interessi economici del momento, ma perduri nel tempo.

Nel video tra i personaggi che hanno fondato Italiana Nostra emerge il nome di Desideria Pasolini dall’Onda, recentemente scomparsa, dopo un secolo e un anno di vita culturalmente molto intenso. Autentica protagonista dell’ambientalismo italiano e della tutela del nostro patrimonio, fu anche presidente di Italia Nostra dal 1998 al 2005, ma è stata per anni attivissima anche nell’Adsi-Associazione Dimore Storiche Italiana.

Con lei se ne va l’ultima firmataria dell’atto del 1955, sottoscritto anche da Umberto Zanotti Bianco, Elena Croce, Pier Paolo Trompeo, Giorgio Bassani, Luigi Magnani Rocca e Hubert Howard.

Italia Nostra ha voluto renderle omaggio ricordando le parole che Pasolini dall’Onda ha speso in una lunga intervista pubblicata sul Bollettino di Italia Nostra nel 2013, in cui ella ricorda le tante battaglie ma soprattutto spiega le finalità innovative e rivoluzionarie che erano alla base dell’idea associativa: “A differenza delle altre realtà che già esistevano noi siamo stati la prima associazione di volontari che voleva proteggere tutto il patrimonio culturale nella sua interezza. Avevamo cioè una visione nuova “globale”: non volevamo solo proteggere quel determinato castello, quella villa o quel monumento, ma tutto il loro contesto e l’ambiente. Così facendo abbiamo reso pubblico il concetto di territorio. Adesso tutti ne parlano, ma a quell’epoca no. Sentivamo il dovere di conoscerlo e salvarlo”.

Se ti è piaciuto puoi fare una piccola donazione qui

Federica Pellegrini. La classe della Divina

Si conclude con un settimo posto alla finale dei giochi olimpici di Tokyo la carriera internazionale di Federica Pellegrini.

“Sono molto contenta, è stato un bel viaggio, anni e anni di bracciate, è stato bello, non voglio piangere oggi, me la sono goduta dall’inizio alla fine, ho fatto anche un bel tempo, è stato veramente un bel viaggio, dall’inizio alla fine. Questa è stata la mia ultima finale olimpica, è il mio ultimo 200 a livello internazionale, è giusto così.”

Federica Pellegrini è soddisfatta anche se si lascia sfuggire qualche lacrima, quelle di chi ama lo sport e crede in quello che fa, nell’annunciare la sua decisione di lasciare il nuoto agonistico internazionale. Sport al quale ha dato tutto e preso tutto quello che poteva prendere, ma adesso c’è spazio solo per la famiglia ed il riposo, mentre organizza la sua vita in base hai progetti e gli impegni futuri.

La Divina, dopo essere riuscita ad aggiudicarsi la classificazione alla finale delle Olimpiadi di Tokyo 2020 ed aver dato il massimo nei 200 stile libero, lascia il posto alle nuove generazioni olimpioniche.

Nel 2004 aveva solo sedici anni, quando l’abbiamo vista uscire dall’acqua come un pulcino bagnato e conquistare la medaglia d’argento nei 200 m stile libero, catalizzando su di sé le attenzioni e le aspettative di tutti. Il suo sogno, e quello di milioni di italiani che l’hanno sempre seguita e sostenuta, è continuato con metodo e passione anno dopo anno.

Insignita dei titoli di Ufficiale e successivamente di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana per i successi ottenuti ai Giochi Olimpici nel 2004 e nel 2008, l’abbiamo vista crescere e regalarci ancora tante emozioni nei 200 m stile libero grazie ai 4 ori, 3 argenti e 1 bronzo conquistati in otto diverse edizioni (da Montréal 2005 a Gwangju 2019).

Oggi la ritroviamo donna che, con maturità e consapevolezza sceglie di lasciare le gare internazionali, non senza essersi aggiudicata un altro record, passando alla storia come la prima donna ad aver conquistato la 5^ finale olimpica consecutiva.

“A 33 anni è il momento migliore. Sono fiera di essere stata capitana negli ultimi mesi. Lascio una squadra mai così forte”

Team nuoto italiano foto di Federica Pellegrini
Foto di Federica Pellegrini

Se ti è piaciuto puoi fare una piccola donazione qui

Assisi il gusto del sacro

Il mio viaggio parte dalla curiosità di conoscere i luoghi che hanno visto crescere e maturare la personalità di San Francesco e di Santa Chiara. La vita di San Francesco per un adolescente cresciuto in una famiglia cattolica, e non, rappresenta un faro nella notte, un esempio di bontà a cui attingere nei momenti di sconforto. Una forza a cui aggrapparsi e dire posso farcela anche io a seguire la mia strada.

Ha certamente ragione Alberto Angela quando, nella puntata di Ulisse il piacere della scoperta, parla di lui come un adolescente dei giorni nostri con le stesse debolezze ed incertezze, che ha voluto percorrere la propria strada slegandosi dalla tradizione di famiglia, con il coraggio e la volontà di fondare un ordine religioso nuovo e diverso che fosse il più possibile vicino agli uomini bisognosi. Un umile tra gli umili.

Assisi racchiude, conserva e trasmette ancora questo spirito; qui si respira aria di pace e serenità, non si percepisce sconforto e tristezza come spesso accade nei luoghi di culto (come Lourdes ad esempio), ma si percepisce energia vitale.

Arrivare ad Assisi da Roma non è difficile, basta prendere il treno per Perugia e una volta usciti dalla stazione si può prendere il link autobus che porta verso il centro storico della città. Assisi ha la tipica conformazione delle città medievali umbre arroccate sulla montagna per dominare la valle, i suoi natali risalgono all’epoca degli antichi Romani come testimoniano i numerosi monumenti sopravvissuti al tempo: la facciata del Tempio di Minerva, l’Anfiteatro, le Mura, il Foro.

Il mio percorso di visita è iniziato dalla Basilica dedicata a Santa Chiara dove riposano le sue spoglie, lungo la via si possono ammirare le costruzioni medievali che regalano un’atmosfera fantastica, inoltre offrono anche una bellissima vista, in quanto la maggior parte sono incorniciati da fiori coloratissimi.

Il centro di Assisi, soprattutto intorno a piazza del Comune, è un tintinnare di stoviglie, bicchieri e posate per i numerosi ristoranti che si affaccendano nel rifocillare i viandanti.

Piazza del comune assisi
Piazza del Comune

Qui la cucina è quella tipica umbra, ricca di cacciagione e legumi e tuberi locali. Io ho provato la cucina della Trattoria Pallotta, veramente ottima.

Il percorso di visita prosegue verso la Basilica di San Francesco, ciò che contraddistingue tutte le chiese del luogo sono gli affreschi, eccezionali quelli del santuario di San Francesco dove si è protetti da una volta celeste e circondati dalla vita del santo, un tripudio di colori e forme da togliere il fiato. Qui hanno lavorato artisti del calibro di Giotto (autore anche degli affreschi della Cappella della Maddalena) del Cimabue, del Lorenzetti, del Sermei, di Jacopo Torriti e dell’artista anonimo umbro detto il “Maestro di san Francesco”.

L’itinerario continua con il Santuario di Chiesa Nuova, una volta questa era la casa della famiglia di Francesco, trasformata in chiesa nel 1615, qui si può vedere il luogo dove il Santo fu rinchiuso dal padre dopo la ribellione.

Sono anche altri i luoghi di incredibile interesse artistico oltre che culturale da vedere, come la Porziuncola, ovvero la chiesa dove San Francesco ebbe la conversione e decise di passare gli ultimi giorni della sua vita, una chiesa piccolissima e particolarissima, oggi inglobata e protetta dalla più grande chiesa di Santa Maria degli Angeli e che si trova alle spalle della stazione.

La mia visita, causa orari ridotti, si è conclusa qui, ma la vita di San Francesco ha toccato anche altri luoghi che vale la pena visitare, come il Santuario di San Damiano e l’Eremo le Carceri con spettacolare vista sulla valle sottostante.

  • casa affrescata ad assisi
  • Costruzione medievale abbellita da piante rampicanti assisi
  • Volta del Santuario di Santa Chiara assisi
  • Volta della Basilica di San Francesco d'Assisi
  • Tipica struttura medievale assisi
  • Basilica San Francesco d'Assisi particolare
  • Costruzione medievale assisi
  • Presepe Santa Maria degli Angeli in Porziuncola assisi
  • Chiesa di Santa Maria sopra Minerva assisi
  • Volta Basilica di San Francesco d'Assisi particolare
  • fregio medievale assisi
  • Portico della Basilica di San Francesco d'Assisi
  • Basilica di San Francesco d'Assisi interno
  • Basilica di San Francesco d'Assisi ingresso
  • Basilica di San Francesco d'Assisi esterno
  • Abbazia di San Pietro assisi
  • Fonte Marcella assisi

Se ti è piaciuto puoi fare una piccola donazione qui

Chagall arriva a Catanzaro

Un grande evento attende la città di Catanzaro, per la prima volta ospiterà le opere di Marc Chagall in una mostra dedicata al rapporto dell’artista con la religione ebraica ed alla sua interpretazione del Messaggio Biblico in chiave pittorica.

Le sale del Complesso Monumentale del San Giovanni ospiteranno 170 opere grafiche dell’artista russo, inoltre la mostra Chagall. La Bibbia, che partirà il 23 Maggio prossimo, è corredata da un ampio apparato didattico sui temi chagalliani e biblici, sull’ebraismo in Calabria e sulle influenze dell’arte ebraica sulla cultura contemporanea.

Il percorso della mostra è stato studiato per mettere in luce il profondo e personale rapporto che Chagall aveva con la religione e soprattutto con le scritture del Libro sacro; con la serie della Bibbia (in bianco e nero e a colori) e La storia dell’Esodo emerge come la Bibbia per l’artista sia soprattutto una storia di uomini.

Le creature che animano i racconti e le storie della Bibbia, per Marc Chagall sono i veri protagonisti, non la Creazione, infatti tra le figure da lui rappresentate troviamo patriarchi e profeti, re e regine, spose e pastori (Noè, Abramo, Giacobbe, Isacco, Rebecca, Rachele, Giuseppe, Mosè, Aronne).

Domenico Piraina, curatore della mostra, a chiusura del percorso espositivo ha inserito una ricca collezione di opere di due artisti contemporanei: Max Marra che con la serie Il ghetto ripercorre la drammatica storia del popolo ebreo e Antonio Pujia che, con l’installazione “ceramiche parlanti” Pirgos, composta da 7 vasi in ceramica decorata e creata dall’artista appositamente per la Giudecca di Bova, ha reso omaggio all’antica comunità ebraica presente nell’area grecanica calabrese, riproducendo gli antichi e sacri simboli ebraici della Menorah, della Stella di David o dello Shofar .

Sarà, inoltre, possibile visionare una ristampa del 2006 del Commentarius in Pentateuchum di Rashi (Rabbi Salomon ben Isaac), unico, raro ed antico tomo edito a Reggio Calabria il 18 febbraio 1475 con caratteri ebraici mobili, senza vocali, il cui originale è conservato presso la Biblioteca Palatina di Parma.

Il visitatore avrà anche la possibilità di ascoltare le sonorità della musica colta popolare dalla voce di Francesca Prestìa che con tre brani rende attuali le tradizioni del panorama musicale calabrese e promuove le conoscenze di antiche lingue (grecanico, l’ arbëreshe e l’occitano-guardiolo) ancora oggi regolarmente parlate in alcuni contesti calabresi.

L’obiettivo della mostra è quello di far riscoprire ed apprezzare il patrimonio culturale, materiale e immateriale, che definisce l’identità stessa della Calabria e che purtroppo è poco noto e diffuso, nonostante gli sforzi di ricercatori, archivisti e archeologi. Una storia antichissima che ritroviamo anche nella conformazione urbanistica di molte città calabresi, una eredità storica consolidata che oggi è nuovamente il fulcro nei processi di ridefinizione identitaria sperimentati in diversi centri della Calabria, in cui la memoria ebraica è sempre più un valore che si integra con la crescita culturale e lo sviluppo delle risorse endogene dei territori.

L’esposizione, che si concluderà il 29 Agosto 2021, è prodotta ed organizzata dal Comune di Catanzaro e dall’Assessorato alla Cultura della Città di Catanzaro con Arthemisia, la realizzazione si deve al contributo della Regione Calabria, con il Patrocinio dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro e con il fondamentale contributo della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, grazie a cui tutte le scuole della Provincia di Catanzaro potranno usufruire dell’ingresso gratuito alla mostra.

Il catalogo della mostra è edito da Rubbettino.

Leggi anche Chagall . Sogno e Magia

Se ti è piaciuto puoi fare una piccola donazione qui

Oui Magazine

DI JESSICA MARTINO E MARIANNA PIZZIPAOLO

◦ ღ ☼ Elena e Laura ☼ ღ ◦

Due sorelle e una stanza di libri

Nonapritequelforno

Se hai un problema, aggiungi cioccolato.

unThèconTe

Questo Blog è una dolce tisana calda al sapore di Libertà d'espressione!🍵 Assapora gli intensi aromi di sane informazioni; un mix di Cultura, Arte, Cucina, Attualità, Fitness, Ecologia, Viaggi e tanti altri contenuti...Il thè è pronto, ti aspetto!

Il tempo impresso

Il cinema è un mosaico fatto di tempo.

Le Trame del destino: Libri e dintorni

“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri” (Irving Stone)

Cialtrone

Laureato in scienze della cialtroneria con master in sorrisi-sparsi.