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Violenza sul lavoro a Soverato la storia continua

Soverato (Cz) – Continua la vicenda della ragazza che ieri ha postato sui social il video dell’aggressione, non solo verbale, subita dal datore di lavoro.

Dopo un tam tam sui social dove ha ricevuto sostegno ed offerte di lavoro, la vicenda prosegue dai carabinieri, dove è stata sporta regolare denuncia da entrambe le parti: datore di lavoro e dipendente.

Ognuno fornendo la propria versione dei fatti, secondo quanto riportato dal titolare, la ragazza aveva un regolare contratto di lavoro e si sarebbe presentata al ristorante rifiutandosi di iniziare il turno perché, secondo lei la paga ricevuta e che il titolare del ristorante ha dimostrato di averle corrisposto, non era adeguata al lavoro svolto, nonostante fosse quanto pattuito al momento della firma del contratto.

Da qui l’episodio tristemente noto sul quale farà luce l’attività investigativa dei carabinieri e la successiva valutazione dell’autorità giudiziaria per definire correttamente le responsabilità.

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Violenza sul lavoro a Soverato

Soverato (Cz): tante sono le bellezze della Calabria, ma purtroppo si arranca ancora nel mondo del lavoro e dell’imprenditoria. E succede che una ragazza che richiede la propria paga per il servizio prestato come lavapiatti per un ristoratore venga trattata male ed aggredita dal datore di lavoro che ritiene debba comportarsi come a casa propria. Il tutto ripreso dalla telecamera del cellulare della ragazza in questione.


La Filcams adesso sta provando a contattare la ragazza del video alla quale ha intenzione di offrire la più completa e totale solidarietà, e chiedere il mandato a rappresentarla ed assisterla in tutte le sedi per ottenere ciò che le spetterebbe.
Riuscirà mai la Calabria ad abbandonare vecchi e controproducenti stili imprenditoriali ed abbracciare una cultura del lavoro più moderna?

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La natura sa il fatto suo

Qualche giorno indietro, durante la pausa pranzo, ho scoperto un nido di rondine comune tra i rami pendenti di una pianta del terrazzo dell’ufficio. Istintivamente ho pensato fosse pericolante, poi qualcuno un collega mi ha ricordato che se avevano nidificato lì era perché ritenevano sicuro il luogo.

La natura sa il fatto suo è vero!
Ora, però, mi domando, perché noi esseri umani non riusciamo più a creare nulla di solito è sicuro? Perché tutto deve essere asservito al profitto a tutti costi ed a discapito della sicurezza e salute di tutti?

Ennesima strage di bambini in Texas

Ancora una strage, questa volta di bambini delle elementari, dovuta al possesso di armi facili da reperire in mondo dove tutto è possibile e si può raggiungere il sogno americano a scapito degli altri.

#texas #cronaca #stragedibambini #killer #murder

Siamo in Texas ad Uvalde, non per raccontare di un bel viaggio, ma per l’ennesimo orrore. Ancora una strage, questa volta di bambini delle elementari, dovuta al possesso di armi facili da reperire in mondo dove tutto è possibile e si può raggiungere il sogno americano a scapito degli altri.

Un paese dove le contraddizioni fanno da padrone e dove sempre sono più importanti soldi e profitto del benessere delle persone. Questa volta un ragazzo di 18 anni ha sparato prima alla nonna e poi ha avuto un incidente di auto vicino alla Robb Elementary School. Sceso dall’auto con fucile e giubbotto antiproiettile, ha cercato di entrare nella scuola superando il blocco di alcuni agenti: una volta nell’edificio ha aperto il fuoco in alcune classi uccidendo i bambini delle elementari.

Il ragazzo 18enne è poi stato fermato dalla polizia che lo ha ucciso sul posto.

Troppa ipocrisia, troppe parole spese dai vari presidenti e governi, ma chi più li crede quando dicono: “Possiamo e dobbiamo fare di più. – afferma Biden al Congresso- È il momento di trasformare il dolore in azione”

Il killer sul suo account Instagram aveva postato un selfie e foto di armi, inclusa una con due fucili uno accanto all’altro. Che non si dica che non ne sapevano nulla perché dopo il famoso 11 settembre sanno vita morte e miracoli di tutti!

Alfabeti del mondo nuovo. XIX edizione del progetto Gutenberg

Parte oggi la XIX edizione del Progetto Gutenberg, La fiera del Libro, della multimedialità e della musica dal titolo “Alfabeti del mondo nuovo” tema su cui fin dalla nascita, nel lontano 2003, il Gutenberg indaga con entusiasmo – afferma il Direttore artistico Armando Vitale – con giovani, ragazzi e bambini, con studenti e cittadini curiosi.

“Il nostro orizzonte – continua Vitale – è sempre stato il mondo, i contrasti della turbolenta contemporaneità che ci è stata consegnata con tante promesse e che sembra deluderci, per la triste persistenza di crisi, disuguaglianze, violenze su Madre Natura, guerre, conflitti fra territori, generazioni, sessi. Ma il mondo nuovo parla anche la lingua delle possibilità inedite in una fase storica ricca di culture, scienza e tecnologie. C’è bisogno di sguardo acuto per fissare i punti critici della nostra incompiuta civiltà e immaginare un mondo nuovo rigenerato. La pace e la tutela attiva del pianeta terra sono oggi l’imperativo categorico per tutti.”

La fiera che ha inizio oggi, si concluderà il 28 Maggio, non senza lasciare il segno nelle menti dei curiosi che intenderanno parteciparvi. Come sempre l’organizzazione prevede un ricco calendario, con la partecipazione di numerosi autori calabresi ed internazionali, con numerosi titoli dedicati anche al giovane pubblico. Perché per creare un adulto dalla mente geniale ed acuta bisogna iniziare a prendersene cura si dalla più giovane età.

Maggiori informazioni sul programma possono essere rintracciare qui o sul sito del Progetto Gutenberg

Naturalmente non perdete gli aggiornamenti della pagina Instagram @gutenberg_calabria

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Addio a Letizia Battaglia

Palermo- La macchina fotografica di Letizia Battaglia si è spenta per sempre, la fotoreporter diventata famosa grazie ai reportage di mafia, che hanno descritto gli anni bui della sua Palermo, si è spenta a 87 anni a causa di una malattia.

Sguardo interrogatore quello che Letizia Battaglia, fotografa di professione, mostra nello scatto Ritratto di Letizia Battaglia, sguardo di chi sta meglio dietro l’obbiettivo fotografico più che davanti, o semplicemente ci mostra lo sguardo che assume ogni volta che scatta una foto, di chi ferma un istante andando a cercare cosa si nasconde dietro quella particolare situazione senza pregiudizi.

Lei che ha vissuto gli anni delle stragi di mafia immortalando importanti arresti, come quello di Leoluca Bagarella, fotografato politici di spicco in atteggiamenti troppo familiari con membri delle famiglie mafiose, come quello di Andreotti e dell’imprenditore Nino Salvo, requisita dalla Direzione Investigativa Antimafia come principale capo d’accusa contro il deputato della Democrazia Cristiana.

Lei, che con le sue fotografie ha mostrato al mondo com’era realmente la vita siciliana, che è stata protagonista di di verse mostre fotografiche tra cui ricordiamo Letizia Battaglia. Per pura passione .

Con il suo modo di fotografare e di osservare il mondo che la circondava le esperienze da lei vissute, emerge un mondo fatto di crimini di mafia e violenze, mai brutali, il suo sguardo restituiva, e lo fa ancora attraverso i suoi scatti, una realtà senza giudizio, pura testimonianza di un accadimento. Le fotografie sono tutte in bianco e nero perché catturano le anime dei luoghi e dei personaggi, su cui l’osservatore è costretto a soffermarsi, questo è ciò che più interessava a Letizia Battaglia e che alimentava la sua passione, rendere le sue foto testimoni fedeli e coscienti della realtà.

Tra il suo archivio fotografico non compaiono solo foto di crimini, ma anche tante fotografie artistiche e reportage di situazioni di vita collettiva, come le fotografie dedicate alle feste di paese, da cui emerge il forte credo religioso della Sicilia (vedi anche La Passione di Letizia Battaglia).

Il mondo ha perso una grande personalità che non solo traspariva dalle sue opere, ma anche dalle sue azioni, come nell’intervista fattale dalla Dandini in cui spronava le persone: ” Inventiamo, sogniamo, produciamo futuro”.

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Soriero presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma

La notizia arriva da un comunicato dell’Ordine dei Giornalisti di Catanzaro. L’arch. Giuseppe Soriero è Presidente della prestigiosa Accademia di Belle Arti di Roma.

“Siamo certi – si legge nel comunicato- che il collega Soriero continuerà ad essere presente ed attivo agli appuntamenti che il nostro Ordine organizza, come mai ha mancato di fare in questi anni, con quell’umiltà e quella competenza che gli sono proprie ed unanimemente riconosciute, sebbene siamo consci che i nuovi impegni ne limiteranno certo l’usuale frequenza. Tuttavia non può ancora che inorgoglirci sapere che un grande professionista catanzarese sia stato chiamato a ricoprire un incarico di tale levatura.”

Giuseppe Carmine Soriero, detto Pino, è nato a Satriano il 24 Luglio del 1950, ed un politico italiano. È stato deputato della Repubblica italiana per ben 3 legislature, dal 1992 al 2001. Nel 2018 gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica.

Laureato in Architettura ed iscritto all’ordine degli architetti dal 1976, anno di inizio della professione. Dal 1977 è componente del direttivo nazionale in seno all’Istituto Nazionale di Urbanistica (I.N.U.). Insegna Storia dell’Intervento pubblico nell’economia del Mezzogiorno, dal 2008, presso l’Universita degli Studi della Magna Grecia di Catanzaro ed è anche componente della consulta per il mezzogiorno del CNEL.

Con lo scopo di contribuire ad ampliare la conoscenza delle trasformazioni economiche, sociali, politiche ed istituzionali sul Mezzogiorno d’Italia, in relazione ai nuovi scenari europei e internazionali, nel 2003 fonda l’Associazione “il CAMPO idee per il futuro” e dal 2013 fa parte del comitato di presidenza della Svimez.

La carriera politica di Pino Soriero ha inizio come componente delle Direzioni Nazionali del PCI, PDS, DS dal 1988 al 2006, mentre nel 2007, a seguito delle elezioni primarie, viene eletto componente della prima Assemblea Costituente del PD. Nel 1990 viene eletto consigliere comunale di Catanzaro in seno al PDS, segue nel 1992 la carica di Parlamentare Nazionale, durata tre legislature, presso la Camera dei deputati sempre in seno al PDS, poi Progressisti ed infine DS L’Ulivo. Dopo la nomina a Sottosegretario di Stato ai trasporti ed alla navigazione durante il Governo Prodi, durata dal 1996 al 1998, assume la carica di presidente del comitato interministeriale per l’area ed il porto di Gioia Tauro (1997-200).

Nel 2006 si candida al Senato della Repubblica italiana, ma non viene eletto. Ha lavorato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri all’ufficio del Consigliere Diplomatico dal 2007 al 2009. Successivamente ottiene la docenza di Storia economica del Mezzogiorno presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro.

Durante l’Amministrazione di Rosario Olivo, dal 2010 al 2011, riceve la nomina di assessore comunale presso il Comune di Catanzaro con delega all’Urbanistica. Ha tentato ancora una volta la candidatura al Senato della Repubblica nella lista PD nella regione Calabria, durante le elezioni del 2013, ma anche questa volta non viene eletto.

Il suo lavoro di docente presso l’Università prosegue arricchito da diverse ricerche e pubblicazioni, tra queste si ricorda il volume del 2014 “Sud 20 anni di solitudine”. Nel 2018 viene nominato Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e nel 2020 viene eletto Presidente della Conferenza nazionale dei Presidenti delle Accademie Statali.

Ora al suo curriculum si aggiunge la prestigiosa carica di Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

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Chi è Roberta Metsola, la nuova presidente del Parlamento Europeo?

Roberta Metsola è avvocata specializzata in diritto e politica europea, ha lavorato come addetta alla cooperazione legale e giudiziaria di Malta all’interno della Rappresentanza permanente di Malta presso l’Unione europea.

Attiva in politica fin da giovane: fu membro della formazione giovanile del Partito Nazionalista, il Moviment Zgħazagħ Partit Nazzjonalista, e dell’European Democrat Students, movimento giovanile del Partito Popolare Europeo, di cui è stata anche segretario generale.

Già candidata alle elezioni europee del 2004 e a quelle del 2009, ma senza essere eletta. Nel 2013 però ha preso il posto di Simon Busuttil, dimessosi per essere stato eletto al parlamento maltese.

Alle successive elezioni europee, del 2014 e del 2019, venne rieletta raccogliendo il più alto numero di voti del suo partito.

Successivamente, il 12 novembre 2020, viene eletta prima vicepresidente vicaria del Parlamento europeo, sostituendo l’irlandese Mairead McGuinness, dimessasi dopo la nomina a commissario europeo.
È la prima maltese a diventare vicepresidente.
L’11 gennaio 2022 subentra come Presidente del Parlamento europeo ad interim dopo la scomparsa di David Sassoli e successivamente, il 18 gennaio, viene eletta Presidente del Parlamento europeo con 458 voti.

Foto: Rainews

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Addio a David Sassoli. Un uomo per bene

Oggi ci ha lasciati uno dei volti noti e più raffinati del giornalismo italiano, nonché il Presidente del Parlamento Europeo.

David Maria Sassoli, persona riservata, sempre sorridente e dai modi gentili, rappresentava una società che ormai sta scomparendo e della quale molti si sentono orfani.

Con lui se ne va anche la parte buona della politica, quella impegnata a far funzionare gli ingranaggi e che lavora seriamente per il bene pubblico. Una politica di spessore che sa ascoltare l’avversario senza quelle inutili e povere aggressioni verbali, sempre pronto a trovare anche solo quel unico punto in comune su cui poter costruire un rapporto di lavoro proficuo per la pubblica utilità. La stessa Giorgia Meloni di FdI, esprimendo il suo cordoglio, lo ha definito “una gran brava persona, un avversario leale, un uomo onesto.”

David Sassoli, lo abbiamo visto durante la sua carriera di giornalista, non si tirava mai in dietro quando c’era bisogno di dare voce e documentare il cambiamento sociale. Sempre in prima linea dove si faceva la storia, come nella caduta del Muro di Berlino.

Un uomo che ha sempre preferito l’azione alle sterili polemiche, perfino durante la malattia quando in molti lo aggredivano sui social network ipotizzando avesse il Covid-19, ha preferito non soffermarsi in sterili repliche ma concentrarsi sul suo lavoro.

Da volto familiare del TG1 a presidente del Parlamento europeo, quella di David Maria Sassoli è stata una vita divisa fra il giornalismo e la politica, a cavallo fra Firenze, Roma e Bruxelles fino a diventare nel 2019 presidente dell’Europarlamento.

Persona responsabile riuscì a far sì che il Parlamento Europeo continuasse a lavorare e rimanesse aperto – già nel marzo 2020 durante il primo rigido lockdown ad inizio pandemia – introducendo dibattiti e votazioni a distanza, primo parlamento al mondo a lavorare da remoto, perché in un momento così delicato c’era maggiore bisogno di essere presenti per le persone che contavano su di loro.

Sposato e padre di due figli, tifoso della Fiorentina, Sassoli viveva a Roma ma appena possibile si spostava nella casa di Sutri, un delizioso paese medievale della Tuscia lungo la via Cassia, una trentina di chilometri a nord della capitale, per coltivare le sue passioni per il giardinaggio e le buone letture. Sassoli, lo ricordiamo, è stato il secondo presidente italiano del Parlamento europeo dopo Antonio Tajani da quando l’assemblea di Strasburgo viene eletta a suffragio universale. Il suo incarico sarebbe scaduto a giorni e la prossima settimana a Strasburgo si terrà la riunione plenaria dell’Europarlamento per eleggere il suo successore.

La camera ardente per il saluto al presidente del Parlamento Europeo sarà aperta giovedì 13 Gennaio in Campidoglio, mentre venerdì 14 Gennaio alle 12 si terranno i funerali nella chiesa di Santa Maria degli Angeli.

Dalla notizia della sua morte sono tante le dimostrazioni di cordoglio e vicinanza alla famiglia. Nella sede dell’Europarlamento a Bruxelles sventolano a mezz’asta le bandiere a sfondo blu con le 27 stelle dorate. Anche la Commissione e il Consiglio Ue hanno fatto lo stesso negli edifici del quartier generale europeo.

In tanti lo hanno ricordato. La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, parlando in italiano, si è espressa così: “E’ un giorno triste per l’Europa. Oggi la nostra Unione perde un convinto europeista, un sincero democratico e un uomo buono. Un uomo che ha lottato per la giustizia e la solidarietà e un buon amico, i miei pensieri vanno alla moglie Alessandra, ai figli Giulio e Livia e a tutti i suoi amici”.

Il Ministro Luigi di Maio per preservarne la memoria ha deciso di intitolare al Presidente David Sassoli la Sala dei Trattati Europei, all’interno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che si chiamerà Sala dei Trattati europei David Sassoli .

Lunedì 17 Gennaio alle 18 alla plenaria del Parlamento Ue di Strasburgo l’ex Presidente del Consiglio ed ex parlamentare europeo Enrico Letta pronuncerà il discorso ufficiale nella cerimonia di commemorazione per David Sassoli.

Sulla pagina Facebook di David Sassoli capeggia un post a lui dedicato dal suo staff, che è la sintesi della sua essenza e di quanto con il suo lavoro abbia trasmesso: “Si può vivere e morire in tanti modi. David Sassoli ha combattuto e lavorato fino all’ultimo possibile istante, informandosi, partecipando attivamente alla causa del bene comune con curiosità e passione indomabili nonostante lo stato di salute sempre più precario, dopo la temporanea ripresa di qualche tempo fa. Per il Presidente del Parlamento europeo, per il politico Sassoli, per l’uomo David nella sua dimensione privata, alla base di ogni azione, di ogni comportamento, di ogni scelta erano, assai ben saldi, i valori umani di riferimento: lealtà, coerenza, educazione, rispetto”.

Vista la grandezza di quest’uomo che traspare anche dalle parole di chi lo ricorda, ci auguriamo che il suo esempio e la suo lascito immateriale non vengano dimenticati ma rimangano vivi nella memoria di tutti, soprattutto di chi gli succederà e dei sui colleghi che dovranno continuare a lavorare per il bene comune.

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Foto di proprietà del quotidiano.net

La cultura che posto ha in Italia?

Recentemente Danilo Rossi, prima viola alla Scala di Milano, ha inviato ad Aldo Cazzullo del Corriere della Sera un’accorata lettera in cui si domanda quale posto abbia la cultura in Italia.

Di seguito si riporta quanto scritto nella lettera.
“Carissimo, dopo una estate stracolma di allori sportivi, medaglie, campionati europei vinti, l’autunno é il periodo dei grandi concorsi internazionali musicali. Al Concorso Pianistica Chopin di Varsavia l’Italia ha ottenuto il quinto premio con Leonora Armellini, 29 anni e il secondo premio con Alexander Gadjiev 27 anni. Al concorso violinistico Paganini di Genova invece l’Italia con Giuseppe Gibboni 20 anni ha vinto il Primo Premio assoluto, cosa che non succedeva da 24 anni. In nessun giornale nazionale e in nessuna TV nazionale é stata data questa notizia. Inoltre nessun politico con ruoli istituzionali importanti, dalla cultura alla scuola all’università, ne ha parlato. Mi risulta che i vincitori di medaglie varie, olimpiche o tornei, dal tennis al volley, vengono invitati dal Presidente del Consiglio o addirittura dal Presidente della Repubblica. La cultura al primo posto? Se fosse veramente così questi straordinari giovani sarebbero su tutti i giornali e su tutte le televisioni e sarebbero già stati invitati dalle più alte cariche dello Stato. Invece nulla di tutto questo è accaduto. Quindi in realtà siamo il terzo mondo culturale? Mi piacerebbe avere un riscontro a questa mia domanda. La ringrazio.

P. S. Aggiungo anche che pochi giorni fa l’Accademia Bizantina, ensemble italiano di musica barocca ha vinto ai Grammy il premio come seconda miglior orchestra al mondo! Anche in questo caso, silenzio totale!

Con stima.
Danilo Rossi
Prima viola Solista Orchestra Teatro alla Scala di Milano”.

Viste queste parole ed appreso quanti successi l’Italia abbia ottenuto in molti campi, non solo nello sport, e viste le recenti drastiche disposizioni attuate durante il momento più difficile della pandemia nei confronti del mondo dello spettacolo, il quale ha subito un duro colpo; anche noi ci domandiamo: La cultura che posto ha in Italia?

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