Giornate della Giustizia

All’interno del Magna Graecia Film Festival si inseriscono nei giorni 30 e 31 luglio le Giornate della Giustizia che vedono la partecipazione dell’ANF-Catanzaro.

Le giornate coordinate dal dott. Adelchi d’Ippolito seguiranno il seguente calendario:
30 luglio tavola rotonda “ la condanna oltre ogni ragionevole dubbio “
Partecipano
-on. dott. Antonio Di Pietro ;
-Giudice Stefano Vitelli;
-Presidente Tribunale Catanzaro dott. Giuseppe Spadaro;
31 Luglio tavola rotonda “ lo stato attuale della giustizia italiana”
Partecipano
-direttore dott. Enrico Mentana
-Viceministro on. Francesco Maria Sisto
-procuratore generale Catanzaro dott. Giuseppe Lucantonio;
-procuratore della Repubblica dí Catanzaro dott. Salvatore Curcio

Il Magna Graecia Film Festival è una manifestazione di riconosciuto interesse culturale ed artistico. Nata in Calabria nel 2004 da un’idea dei fratelli Alessandro e Gianvito Casadonte gode del sostegno del Ministero della Cultura, Calabria Straordinaria – brand della Regione Calabria – Assessorato al Turismo – Calabria Film Commission e Comune di Soverato. Il festival si è distinto negli anni per aver valorizzato i giovani attori e per aver dato spazio ad opere prime e seconde italiane, internazionali e documentaristiche.

L’evento si è poi consolidato nel tempo riuscendo ad avere la presenza di numerose star di Hollywood.

Vento di cultura a Catanzaro

Mentre i Catanzaresi solidali con la loro squadra piangono per la mancata classificazione in serie A, si concludeva il Gutenberg Calabria, la fiera del libro e della multimedialità, che si svolge ogni anno nel mese di maggio a Catanzaro.

Come sempre i ragazzi delle scuole hanno dato il meglio di sé con gli autori dei libri selezionati per la fiera di questo anno.

In un epoca in cui siamo circondati da guerre ed incertezza del futuro il Gutenberg ha portato in città il tema delle Catastrofi e mondi nuovi analizzando con consapevolezza quello che sta trasformando la nostra società ponendo vari scenari grazie allo sguardo attento di autori autorevoli che coinvolgono come sempre le nuove generazioni stimolandone il pensiero critico.

“Studiosi di grande prestigio, Autori di libri importanti, che hanno affrontato i temi richiamati confrontandosi in una ricca settimana di incontri (dal 18 al 23 maggio) con gli studenti- lettori. -Prosegue il direttore artistico Armando Vitale – La scuola catanzarese, ma anche quella dellaCalabria conquistata a Progetto Gutenberg nel corso di tante edizioni, sapranno dimostrare che il vivaio di intelligenze e di cultura diffusa creato in tanti anni di lavoro è capace di riprodursi e crescere. Infine coltiviamo la speranza che le Istituzioni della Calabria, com’è avvenuto per il Comune di Catanzaro, porgano uno sguardo curioso ad un Progetto ben collaudato, che resiste all’usura del tempo, arricchendo la nostra Regione di legami fecondi e virtuosi con la cultura nazionale.

Un pensiero grato e affettuoso allo scienziato insigne e amico indimenticabile di Progetto Gutenberg, Edoardo Boncinelli. Saremo presto al lavoro per discutere del suo pensiero e della sua opera in Gutenberg d’Autunno 2026.”

Il lavoro del Gutenberg è sempre utile ed anche questo anno è riuscito a coinvolgere attivamente tutta la città con un intenso cartellone compresi anche eventi collaterali.

“Un’iniziativa che ha la capacità di seminare cultura, sensibilità, di costruire cittadini responsabili,  una controtendenza rispetto a un’informazione che fa fatica a essere onesta.  -Affermano Carola Benedetto e Luciana Cilento autrici del libro Mio padre, tuo padre basato sulla storia vera di due padri: Rami Elhanan, israeliano, e Bassam Aramin, palestinese, che hanno scelto la strada del dialogo e del confronto.- Questo amore per la lettura, questo voler portare gli autori anche nei luoghi più periferici, a noi commuove moltissimo e per quello che è la nostra esperienza sta assolutamente funzionando. Davvero grazie al progetto Gutenberg e a tutti gli insegnanti, a tutti i presidi che hanno creduto e che credono ogni anno e ogni giorno nel valore della lettura”.

Per le iniziative Gutenberg: programma

Ornella Vanoni nell’eternità

Ornella Vanoni non c’è più, si è spenta ieri sera all’età di 91 anni a causa di un malore.

Questa grande ed immensa artista, che si è guadagnata il posto d’onore tra i personaggi che hanno fatto la storia della canzone e della televisione Italiana, mancherà a tutti.

La sua storia bene o male la conosciamo tutti, chi invece ha voglia di saperne di più troverà tanto materiale e tante storie sopratutto nel libro della sua autobiografia “Vincente o perdente”.

Purtroppo non ho mai avuto la fortuna di vederla dal vivo, ma è uno di quei personaggi che riusciva a parlare a cuore aperto andando dritto a toccarti l’anima. Per questa caratteristica raggiungeva comunque tutti, grazie al programma di Fabio Fazio, complice anche l’età e la sua ironia senza freni, ormai faceva parte della vita di ognuno di noi.

Strana a volte la vita, i suoi esordi nel programma “Fatti e fattacci” con Gigi Proietti e l’epilogo a “Che tempo che fa”, quasi dovesse chiudersi un cerchio.

In tanti l’hanno amata, in pochi l’hanno odiata, per quella sua necessità di vivere, di essere se stessa senza compromessi.

Molti sono gli artisti, suoi compagni di “viaggio” ed amici che in queste ore la stanno omaggiando con i loro messaggi.

Certi caratteri e personalità devono essere per noi un esempio positivo di come si debba apprezzare la vita in ogni istante anche quando fa più male, perché è in quei momenti che traiamo la forza per risollevarci ed andare avanti e conosciamo meglio noi stessi.

Se leggerete il suo libro capirete cosa intendo.

“Eternità, spalanca le tue braccia – Ornella Vanoni é là- accanto alla felicità che dorme”[tratto dal testo L’Eternità].

Foto: proprietà di @ornellavanoniofficialpage Instagram

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Leggi anche Vincente o perdente. Una splendente Ornella Vanoni.

Centenario di Andrea Camilleri: Mostra a Palazzo Firenze

Centenario Andrea Camilleri.
A palazzo Firenze una mostra tutta da scoprire

In occasione del centenario dalla nascita di Andrea Camilleri tante sono le iniziative organizzate in suo onore una di queste è: Scene, voci, accenti, scritture:
il teatro infinito di Andrea Camilleri.
Mostra a lui dedicata presso Palazzo Firenze a Roma, aperta dal 23/10/25, che inizialmente si sarebbe dovuta concludere il 9/11/25 ed ora prorogata al 17/11/25 (comunicazione del 7/11/25); quindi chiunque voglia conoscere un po più da vicino questa mente così prolifica ed acuta si affretti.

Per chi ha amato Camilleri attraverso i suoi libri, sopratutto quelli di Montalbano, è un’occasione unica ed emozionante vedere i suoi primi lavori, le letture che nutrivano e davano linfa alla sua creatività negli anni della gioventù.

Si può ammirare la scrivania e la macchina da scrivere dove creò i primi suoi libri, le bozze dattiloscritte con appunti e correzioni, i manifesti delle regie a cui a lavorato, le foto che lo ritraggono in vari momenti della sua vita, con l’immancabile sigaretta. Sono presenti anche alcune pubblicazioni dei suoi romanzi in lingua straniera a testimoniare la fama raggiunta.

Scriivania e macchina da scrivere di Andrea Camilleri

La cosa affascinante di Camilleri, oltre ad avere una particolare tecnica di scrittura creativa, che egli definì in qualche intervista a tela di ragno, era l’aver creato un linguaggio folcloristico a metà tra il dialetto siciliano e l’italiano, che potesse essere compreso da tutti, ma soprattutto rappresentativo a livello semantico e che risultasse anche ironico.

La mostra è curata dello storico della letteratura italiana Giulio Ferroni e realizzata dalla Società Dante Alighieri in collaborazione con il Fondo Andrea Camilleri.

L’esposizione, prodotta da Arthemisia, gode anche di un’audioguida con la voce di Marco Presta, uno degli allievi di Camilleri all’Accademia nazionale d’arte drammatica.

L’intento di questa mostra è quello di percorrere e svelare quanto sia stato coerente e profondo l’impegno culturale e artistico di Andrea Camilleri, dalla sua formazione giovanile alla consacrazione internazionale, senza trascurare il suo intenso impegno per il teatro, la radio, la televisione, la narrativa e l’arte visiva dalla metà del Novecento per approdare alle prime opere del nuovo secolo/millennio.

La mostra si chiude con gli ultimi anni e sopratutto con Conversazione su Tiresia, portato in scena dallo stesso Camilleri al teatro Greco di Siracusa, ultimo atto della sua carriera, quasi avvertisse che di lì a poco sarebbe morto, ma non concepito come un addio ma come un impegno per tutti a scoprire il vero valore dell’eternità e a ritrovarsi nello stesso posto fra cento anni per parlarne insieme.

La mostra rimarrà aperta al pubblico dal 23 ottobre al 9 novembre 2025, con il seguente orario: dal lunedì al venerdì (ore 10:00-18:00), sabato e domenica (ore 10:00-14:00), mentre resterà chiusa sabato 1 e domenica 2 novembre.

Società Dante Alighieri

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Gravissimo atto intimidatorio ai danni di Sigfrido Ranucci

Durante la scorsa notte un ordigno è stato fatto esplodere sotto l’auto del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci.

Il giornalista si trovava presso la sua abitazione nel comune di Pomezia, quando l’ordigno è esploso. Il veicolo, che era parcheggiato davanti alla casa di Campo Ascolano, esplodendo ha danneggiando anche l’auto della figlia di Ranucci.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, Digos, vigili del fuoco e scientifica.

Sul profilo X di Report si legge : “La Procura di competenza si è attivata per le verifiche necessarie ed è stato avvisato il Prefetto. La potenza dell’esplosione è stata tale per cui avrebbe potuto uccidere chi fosse passato in quel momento”.

Solidarietà a Sigfrido Ranucci e famiglia.

Per ulteriori aggiornamenti: Rai

foto: Corriere Roma

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Il fascino degli anni Venti nelle foto di George Hoyningen Huene

Terminerà il prossimo 19 Ottobre l’interessante mostra dedicata agli anni Venti e realizzata grazie ad una ricca collezione di foto e video che compongono l’esposizione che celebra i 125 anni della nascita di George Hoyningen-Huene (1900-1968).

Il percorso espositivo realizzato presso Palazzo Braschi offre anche la possibilità di conoscere questo fotografo che fu uno dei pionieri, sia per quanto riguarda le fotografie dedicate ai divi del cinema che per quanto riguarda i cataloghi e riviste di moda, come Vogue e Harper’s Bazaar.

Osservare le protagoniste ed i protagonisti degli anni Venti, per chi ne apprezza lo stile, suscita emozioni contrastanti, che vanno dalla fascinazione dovuta alla ricchezza degli abiti, alle linee comunque pulite e classiche, ad una sorta di angoscia esercitata da alcuni ritratti dove il chiaroscuro conferisce un’aura tridimensionale, quasi mistica ai soggetti.

Questa suggestione riporta alla memoria il film Sunset Bulevard di Billy Wilder, ambientato proprio nell’epoca che segna il passaggio dal cinema muto a quello sonoro, dove il protagonista subisce il fascino di questa diva decaduta ed ossessionata dai fasti del suo passato. L’attrice è sempre al centro della scena e circondata da una luce molto particolare, che grazie al chiaro scuro ne definisce il carattere. Da una parte emerge il fascino con l’illuminazione che la colpisce e definisce, dall’altre trasmette uno stato di inquietudine a causa del dramma che si compirà e che viene conferito dalle ombre (create sempre grazie agli effetti dell’illuminazione) che subito la circondano rendendola cupa.

Le opere esposte sono suddivise in 10 sezioni ed esaltate dalle splendide sale di Palazzo Braschi, gli stupendi pavimenti in marmo formano un tappeto sopra il quale si ergono 100 fotografie, con stampe al platino che mettono in risalto lo stile raffinato del fotografo, sottolineandone l’uso innovativo delle tecniche di stampa e le influenze artistiche che ne segnarono il lavoro.

Nelle varie sale si possono ammirare i diversi aspetti che caratterizzarono gli anni Venti ed i loro protagonisti più celebri immortalati per sempre dall’obiettivo di Hune. Così potremo rivivere i famosi balli al suono delle musica jazz palcoscenico privilegiato di Josephine Baker (la cui foto è stata scelta per rappresentare la mostra nel manifesto). Si potranno vedere le sperimentazioni fotografiche volte a celebrare l’arte classica così capitelli di colonne si fondono a corpi scultorei creando la suggestione che tutto sia di marmo.

Come non soffermasi sulle linee pulite e caratterizzanti degli abiti di Coco Chanel, anche essa immortalata dal fotografo, non manche una sezione di riguardo per la moda mare ancora pienamente attuale e che spesso ritorna sulle passerelle contemporanee.

Ma Huene non è stato solo fotografo di moda e dei divi del cinema, ha anche coltivato la propria passione partecipando a diversi viaggi dove tornano sempre le suggestioni visive create dal bilanciamento tra luce e ombra, così anche se non si vede, la presenza della piramide si intuisce grazie all’estendersi della sua ombra sul terreno.

Insomma chi ha un po’ di tempo passi da palazzo Braschi in questi ultimi giorni per ammirare i fasti di un passato che reso immortale dalle foto di George Hoyningen-Huene.

La mostra è stata realizzata e curata da Susanna Brown (già curatrice del Victoria & Albert Museum di Londra).

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e realizzata da CMS.Cultura, con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Institut Français Italia in collaborazione con l’Archivio George Hoyningen-Huene (Stoccolma, Svezia)

Per maggiori informazioni consultare il link

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Diane Keaton. Ultimo saluto del mondo dello spettacolo ad una grande attrice

Il mondo dello spettacolo dice addio a Diane Keaton, che si è spenta all’età di 79 anni. “Un’attrice di grande talento, anche se lei non se ne rendeva conto” così la ricorda Jane Fonda su Instagram.

Diane Keaton, si è fatta apprezzare come musa di Woody Allen, ma ha saputo farsi spazio nel mondo dello star system hollywoodiano riuscendo ad interpretare ruoli differenti, dando sempre carattere ai suoi personaggi.

Tutti quanti almeno una volta abbiamo, riso, pianto o saltato di gioia grazie alle sue interpretazioni; ruoli che interpretava con passione facendone emergere tutti colori delle emozioni.

Ciò che però cattura sempre l’attenzione è quel suo sorriso generoso ed al contempo timido, imbarazzato, di chi ancora non si è abituato alla propria fama, ma che riesce comunque a incantare lo spettatore.

Molte colleghe hanno voluto omaggiarla con parole di stima e sincero affetto, ciò rafforza l’immagine di Diane Keaton come una persona di enorme valore non solo sul piano professionale ma anche su quello personale.

La Keaton è stata una delle prime attrici ad uscire dagli schemi rigidi imposti dal mondo dello spettacolo che volevano attrici sempre perfette in tutto, ha saputo essere diversa ed autentica, aprendo la strada ad un nuovo modo di recitare. Per questo motivo come dice Meryl Streep “Diane non se ne va davvero.”; ma continuerà a vivere in tutte le donne ed attrici che oseranno essere vere.

Per conoscere meglio Diane Keaton leggi anche la sua biografia

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Immagine: proprietà di Diane Keaton fonte profilo Instagram @diane_keaton

Addio a Franco Santopolo

Appresa ieri sera la notizia della scomparsa di Franco Santopolo, agronomo ed intellettuale poliedrico catanzarese. Doveroso per me spendere qualche parola a ricordo di chi ho conosciuto durante i corsi di storia e di aggiornamento sui cambiamenti ambientali, in un ambiente ricco e prolifero di dibattiti e ricerca di innovazione qual’è la Suola interdisciplinare cosmopolita.

Purtroppo non ho fatto in tempo a conoscerlo di persona, in qualche modo la sua scomparsa mi ha molto toccato. Forse per quel misterioso meccanismo che si crea quando delle vite si incontrano e si conoscono anche solo attraverso la lettura di articoli o lo scambio di opinioni, o il far parte di una stessa realtà dove si è condiviso un percorso e ci si propone di portare avanti le stesse battaglie.

Mancherà il suo contributo attivo come esperto della natura; grazie alle sue competenze era molto apprezzato e stimato in ogni ambiente, per il suo acume e la sua capacità di vedere oltre gli schemi rigidi della disciplina.

Così lo ricorda Il proff. Piero Bevilacqua (ideatore della sopracitata scuola) sul quotidiano La Nuova Calabria : “Dotato di una straordinaria memoria, era in grado di connettere i fenomeni naturali più diversi, spaziando genialmente dalla botanica all’entomologia, dalla chimica alla biologia. Ma Franco era anche un cultore delle scienze umanistiche, un lettore appassionato di testi letterari, e un autore prolifico di scritti di saggistica  sociologica e politica, di poesia, di letteratura, pubblicati autonomamente o su riviste. Negli ultimi anni era stato un costante collaboratore della rivista Albatros.

Pur provenendo da studi tecnici, aveva sin da ragazzo manifestato un interesse entusiastico per i fenomeni letterari del Novecento. Erano i primi anni ’60, quando, insieme ad altri giovani catanzaresi, pubblicò su un foglio d’avanguardia una brillante intervista a Pier Paolo Pasolini che si trovava in visita a Catanzaro. Da lì prese avvio la formazione di un piccolo gruppo di entusiasti in formazione, che diedero vita al circolo culturale “Piero Gobetti”, arrivando a pubblicare due numeri di una rivista che si intitolava, nientemeno, Il Manifesto, in omaggio, ovviamente, al celebre testo di Marx ed Engels del 1848. Facevano parte di quel gruppo giovani che avrebbero fatto strada nel campo degli studi e delle arti, oltre che delle professioni. Da Gianni Amelio a Mario Alcaro, da Giulio Jannuzzi a Marcello Furrjolo, da Nicola Ventura a Nuccio Marullo, a tanti altri che in questo momento di emozione non rammento. “

La sua scomparsa come si può vedere ha toccato molte persone, sia del monto intellettuale che politico catanzarese. Era molto attivo anche nelle battaglie portate avanti da Italia Nostra sezione Catanzaro, alle quali contribuiva non sono con le sue competenze, ma sopratutto con l’ottimismo e la motivazione di chi lotta per ciò in cui crede.

Chi lo ha conosciuto dovrà fare tesoro del suo esempio e continuare a lottare con vigore le battaglie che di qua a venire ci aspettano.

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Addio a Pippo Baudo

Nato a Militello il 6 giugno del 1936, ci lascia all’età di 89 anni Pippo Baudo, storico presentatore del Festival Sanremo, Novecento, Fantastico ed altri programmi dove la musica ed i loro autori erano al centro della scena.

Per molti Pippo Baudo è stato e resterà il volto della televisione italiana più conosciuto e noto, molti sono i programmi che ha condotto e che lo hanno visto protagonista delle evoluzioni della televisione italiana.

Come ha scritto Fulvio Giuliani, nominare Pippo Baudo è come ripercorre il viale dei ricordi, ricordi che ci vedono tutti seduti davanti alla Tv a vedere il programma canoro nazionale, chi con la famiglia, chi con gli amici, ad ammirare le star italiane ed internazionali in quel mondo fatto di luci e colori.
Per molti è stato uno shock non vederlo più condurre il Festival di Sanremo e doversi abituare a continui cambi di registro e conduzione, ma come diceva lo stesso Pippo “ The show must go on”. E fu proprio con queste parole che si sancì il cambio di passo nel modo di fare televisione e di condurre.

In un mondo che ormai corre frenetico e che non ti permette più il tempo di metabolizzare i cambiamenti, sempre più frequenti e repentini in ogni ambito, perdere una figura come Pippo Baudo significa perdere un’altra parte di quella generazione di professionisti, intelligenti e colti che sapevano entrare nelle case delle persone in punta di piedi, che con coraggio si misuravano con star internazionali e novità senza mai essere arroganti.

Un mostro sacro della Tv, difficile da sostituire, che ha saputo condurre il cambiamento del mondo televisivo con disinvoltura lasciando un’impronta indelebile in ognuno di noi.

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Dare la vita di Michela Murgia

Questo di Michela Murgia è il primo libro con il quale sono riuscita finalmente a conosce l’autrice, le sue battaglie e chi era veramente, senza passare dai filtri televisivi o social. Questo libro, pubblicato postumo, permette di riflettere su argomenti delicati e molto importanti grazie a spunti di pensiero differenti.

Argomenti, come il significato queer e la gestazione per procura, che meritano la giusta attenzione, con la giusta profondità, lontani dai “bla bla bla” superficiali e superficializzanti della politica.

Michela Murgia pone degli interrogativi importanti sulla società che cambia (sempre che si permetta che cambi) e le leggi che dovrebbero essere fatte per regolamentare e normare ciò che sta cambiando per evitare eccessi ed orrori.

Consiglio vivamente la lettura di Dare la vita anche ai più scettici, a coloro che la pensano diversamente da lei, perché gli interrogativi che si pone non riguardano una minoranza ma tutti.

Sono interrogativi da cui traspare una persona molto attenta al prossimo e responsabile, molto più di quanto in questi anni abbia fatto la politica.

Bisogna continuare a parlare di questi argomenti finché non si giungerà a delle leggi che le regolamenteranno riconoscendone l’esistenza.

Edizione: Rizzoli

Testo: Dare la vita

Autore: Michela Murgia

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