Riuso creativo nell’arte e nell’invettiva di Roberto Molinelli

Antologica Roberto Molinelli

Roma- In un piccolo e arroccato borgo medievale della provincia romana, Castelnuovo di Porto, presso l’imponente Palazzo Ducale noto anche come Rocca Colonna si svolge in questi giorni una mostra interessante che stuzzica i sensi e la fantasia. Stiamo parlando dell’esposizione dedicata a Roberto Molinelli che racchiude tutte le opere realizzate dall’artista e che prende il titolo di Antologica 1990 – 2019.

Nato a Genova nel 1961, Roberto Molinelli dopo aver concluso gli studi presso il Liceo Artistico avvia la sua carriera come decoratore e scenografo nel settore turistico. Trasferitosi a Roma nel 1986 inizia a specializzarsi negli effetti speciali collaborando con il mondo cinema e della televisione. La svolta arriva nel 2015 grazie alla collaborazione con Makinarium, una delle società più importanti d’Italia nel campo degli effetti speciali e con loro lavora a molti film tra cui Zoolander 2 e il nuovo Ben Hur.

Molti italiani però lo hanno conosciuto grazie ad un lavoro più recente, un film rimasto nelle sale troppo poco ma che ben presto potrà essere visibile nella più nota piattaforma digitale, si tratta di Copperman di Eros Puglielli interpretato da Luca Argentero.

La storia artistica di Molinelli si deve in gran parte al suo amore per il modellismo e alla sua curiosità che durante gli anni di lavoro gli ha permesso di conoscere materiali ed affinare tecniche portandolo a creare un  percorso creativo personale.

Roberto Molinelli non si limita agli effetti speciali, ma spazia verso quell’universo sensoriale ed intellettuale che appartiene al mondo dell’arte.

Le opere di Molinelli sono realizzate con oggetti di varia provenienza e natura (ossa, chiavi, giocattoli, monete e altro ancora) che vengono sapientemente combinati work in progress.

Il lavoro parte da una visione, senza ausilio di schizzi, e segue il suo corso fino ad opera realizzata, lo stesso Molinelli ci ha detto che il suo lavoro è frutto di tanta esperienza e di un forte baglio culturale che con gli anni ha reso ricca e florida la sua immaginazione.

Scorpione di Roberto Molinelli

Appare chiaro da subito quale sia lo spirito della mostra e la personalità dell’artista, infatti varcando la soglia d’ingresso di Rocca Colonna si viene accolti da un enorme scorpione realizzato interamente con materiali di recupero tenuti insieme da mastice e viti filettate ed infine verniciato.

La visita prosegue con una sala dedicata a Copperman dove si può apprezzare il costume di scena, miniature ed altri particolari relativi al personaggio, proseguendo lungo il percorso si giunge in una sala dove sono esposti i simpatici pezzi della serie Asimov Robotic Service e della Archeologia Nautica.

Da questa sala si giunge da una parte in una piccola stanza dove sono esposte delle magnifiche ali bianche a misura d’uomo e delle più piccole ali marroni screziate di rosso in scala 1:10; dall’altra parte si prosegue verso altre due sale dedicate alle Icone, realizzate reinterpretando l’arte bizantina e l’arte sacra in genere attraverso la nobilitazione di oggetti del quotidiano.

Osservando le opere di Molinelli si resta ipnotizzati alla ricerca del più piccolo dettaglio racchiuso in un contesto più grande che trasmette un’immagine significativa, ogni singolo pezzo contribuisce a conferire valore e significato all’opera; se apparentemente sembra di avere davanti oggetti messi a caso, ad uno sguardo più attento si percepisce quanto in realtà l’opera sia perfettamente bilanciata e simmetrica.

Tra le sue opere si annoverano anche i Tecnomorfi (1990-1998) frutto di una combinazione tra archeologia industriale e arte primitiva, Paleomorfi (1998-2000) costituiti da animali fantastici che si presentano come rari esemplari fossili ed infine gli Archeomorfi termine che raccoglie tutto ciò che per stile e significato si discosta dalle altre catalogazioni: maschere, monili, bronzetti equestri e tanto altro ancora.

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La mostra inaugurata lo scorso 15 Dicembre 2019, si sarebbe dovuta concludere il 12 Gennaio scorso, ma da quando detto dall’artista potrà ancora essere visitata il sabato e la domenica fino al 2 Febbraio 2020.

Per informazioni dettagliate ed aggiornamenti potete visitare la pagina Facebook o Istagram di Roberto Molinelli.

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Autore: culturaalvento

Impiegata commerciale e marketing; pubblicista e blogger

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