Per non adagiarsi

Il Coronavirus ha portato nella nostra società notevoli e pesanti cambiamenti. Il virus oltre a mietere tante vittime, perché sconosciuto, ha cambiato, nostro malgrado, le nostre abitudini.

All’inizio abbiamo visto la diminuzione dell’inquinamento durante il lockdown e ci siamo rallegrati di questo. Oggi a causa di una politica errata ci troviamo quasi al punto di prima.

Il nemico non è ancora sconfitto e si iniziano a contare i disastri di un governo che non ha voluto o saputo gestire al meglio i 6 mesi di tregua concessi dal virus. Non sono state apportate migliorie nelle scuole, negli ospedali e nel trasporto pubblico, così ci ritroviamo nuovamente a fare i conti con delle rovinose ed indifferenziate chiusure che mineranno ancora di più l’economia.

Oggi siamo stanchi ed insofferenti, non abbiamo voglia di affacciarci ai balconi e dirci che andrà tutto bene, perché purtroppo tutto è rimasto uguale. Non si è fatto tesoro degli errori e si continua a procrastinare quelle azioni necessarie che farebbero la differenza.

Purtroppo siamo orfani di politici che amano veramente il nostro paese, perdonate il romanticismo, ma è la dura realtà che va avanti da troppo tempo. Ai posti di comando non c’è più nessuno che pensi a ciò che è meglio per la comunità, ma si pensa solo a se ed alla propria cerchia. Non hanno la misura di ciò che è la realtà o peggio non gli interessa, basti pensare al libro del Ministro Speranza dal titolo “Perché guariremo”, dedicato a come la pandemia è stata “superata”, la cui uscita è stata rimandata a causa della nuova ondata del Covid-19.

Andando a ritroso possiamo vedere come si è preferito dare incentivi per biciclette e monopattini anziché aumentare la flotta ed il personale dei mezzi pubblici.

Ancora si è preferito dotare le scuole di banchi a rotelle anziché di altre strutture per garantire le attività scolastiche in tutta sicurezza. Per non parlare della Sanità.

Come sempre la letteratura e la storia ci vengono in soccorso per poter analizzare ciò che accade, qui sembra quasi di risentire le parole del Gattopardo “Se vogliamo che tutto rimanga com’è c’è bisogno che tutto cambi” oppure la famosa frase della Regina Maria Antonietta che davanti all’evidenza di un popolo affamato rispondeva “Se il popolo ha fame dategli le brioches”. Queste sono le persone che governano, gente che non ha nessuna voglia di lavorare per la propria patria e che abusa del potere che gli abbiamo dato votandoli.

Ciò che sta accadendo a livello politico, in Italia ed in Europa, è preoccupante, mi perdonino gli esperti di politica e geopolitica per la mia incompetenza, ma appare chiaro che una volta finito tutto questo gli equilibri economici e politici globali saranno mutati. Mentre il resto resterà come sempre uguale.

La speranza è di non adagiarsi, ma di rialzarsi e ripartire.

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