Dalla antropologia del quotidiano alla teoria dei non luoghi. Addio a Marc Augè

Lo scorso 24 luglio il Festival filosofia di Modena ha annunciato la scomparsa dell’antropologo francese Marc Augè, di cui era membro del comitato scientifico dal 2009.

Nato a Poitiers il 2 settembre 1935, aveva 87 anni, si è da sempre occupato di antropologia, la sua carriera iniziata come direttore degli studi presso L’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, è proseguita con gli studi antropologici in Africa occidentale.

Il massimo della notorietà arriva quando inizia a dedicarsi all’antropologia del quotidiano, studia in fatti tutti quei luoghi topografici adibiti al consumo di massa (autogrill, centri commerciali, alberghi), elaborando la teoria dei non luoghi, la loro caratteristica è quella di essere privi di storia, identità, relazioni, di memoria.

Spazi estranianti e deculturalizzati e dunque vuoti e distanti da ciò che in senso antropologico è rappresentazione di luogo.

Tra le opere tradotte di Marc Augè ricordiamo:

  • Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità (Elèuthera, 1993);
  • Tra i confini. Città, luoghi, interazioni (Bruno Mondadori, 2007);
  • Il mestiere dell’antropologo (Bollati Boringhieri, 2007);
  • Il bello della bicicletta (Bollati Boringhieri, 2009);
  • Il metrò rivisitato (Raffaello Cortina Editore, 2009);
  • Per un’antropologia della mobilità (Jaca Book, 2010);
  • Straniero a me stesso(Bollati Boringhieri, 2011);
  • Futuro (Bollati Boringhieri, 2012);
  • Per strada e fuori rotta (Bollati Boringhieri 2012);
  • Le nuove paure (Bollati Boringhieri, 2013);
  • Etica civile: orizzonti (con Laura Boella, Edizioni Messaggero Padova, 2013);
  • I paradossi dell’amore e della solitudine (Consorzio Festivalfilosofia 2014);
  • L’antropologo e il mondo globale (Raffaello Cortina Editore, 2014);
  • Il tempo senza età. La vecchiaia non esiste (Raffaello Cortina Editore, 2014);
  • Fiducia in sé, fiducia nell’altro, fiducia nel futuro (La Compagnia della Stampa, 2014);
  • La forza delle immagini (con Umberto Eco e Georges Didi-Huberman, Franco Angeli Editore, 2015);
  • Le tre parole che cambiarono il mondo (Raffaello Cortina Editore, 2016);
  • Un altro mondo è possibile (Codice Edizioni, 2017);
  • Sulla gratuità. Per il gusto di farlo! (Mimesis Edizioni, 2018);
  • Chi è dunque l’altro? (Raffaello Cortina Editore, 2019);
  • Condividere la condizione umana. Un vademecum per il nostro presente (Mimesis Edizioni, 2019). 

PH: Paese Italia Press

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Ritratte. Donne di Arte e di Scienza

Roma 12.07.23- Inaugurata la mostra fotografica Ritratte. Donne tra Arte e Scienza, che dal 13 Luglio al 10 Ottobre 2023 sarà ospitata presso il Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese a Roma. Tante le presenze registrate ieri per l’anteprima stampa della mostra ed inaugurazione.

Federica Pirani, responsabile del Museo Carlo Bilotti, ha aperto la serata ringraziando lo staf del museo e la Fondazione Bracco per il lavoro di allestimento, ma sopratutto per l’iniziativa rivolta a “sensibilizzare il pubblico su quanto esteso sia ancora il gap di genere nei luoghi di lavoro, gli uomini ai vertici sono l’80% mentre le donne solo la metà”.

Inaugurazione mostra Ritratte presso il Museo Carlo Bilotti di Roma

Questa esposizione, ha spiegato la portavoce della Fondazione Bracco, è destinata sopratutto alle nuove generazioni in cerca di ispirazione per la loro carriera futura, il concetto ed il leit motiv è “si può fare”. Le 40 donne ritratte che ricoprono le carice più importanti del panorama artistico e scientifico d’Italia ne sono la prova. Studio dedizione e forza di volontà sono la spinta di queste donne che non si sono mai fermate davanti ad un “non fa per te” e sopratutto non hanno mai abbandonato i loro sogni nemmeno davanti alle difficoltà.

L’idea di questa mostra nasce dalla volontà della Presidente della Fondazione Bracco, Diana Bracco che da anni combatte le disparità di genere in ogni ambiente, di puntare sulle competenze e sulle skils; gia nel 2016 aveva avviato il progetto 100 donne contro gli stereotipi per valorizzare l’expertise femminile con la collaborazione dell’Osservatorio di Pavia e l’Associazione Giulia Giornaliste (ideatori del progetto) ed il sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.

Ritratte, infatti, suggerisce al pubblico non tanto di soffermarsi sulla bellezza della foto o della qualità dell’immagine, ma di catturare e fare proprie le informazioni curriculari che accompagnano le fotografie. Qui ssi apprezza il merito, le qualità personali o acquisite nel tempo che hanno portatato queste donne a distinguersi ed a ricoprire dei ruoli di primo piano in due ambiti differenti: l’arte e la scienza.

Da una parte abbiamo il mondo dell’arte con le direttrici di Musei, che con creatività e sensibilità tutta al femminile governano i luoghi sacri alle Muse, lughi che racchiudono anche la nostra memoria e ne custodiscono i tesori.

Dall’altra abbiamo le protagoniste delle materie STEM (science, technology, engineering and mathematics) che in Italia purtroppo sono ancora in numero esiguo, proprio per questo assumono maggiore significato nello sfondare il muro degli stereotipi di genere sopratutto nelle scienze.

Le scienziate in mostra sono solo una piccola selezione del più ampio progetto denominato #100esperte (100 donne contro gli stereotipi ndr) piattaforma arricchita nel tempo con i volti delle esperte italiane in settori strategici del universo delle scienze.

Se una volta i ritratti erano destinati solo agli uomini ed a poche donne facoltose, oggi queste donne, che per la maggiorparte del loro tempo vivono spazi di lavoro appartati, escono allo scoperto e si rendono protagoniste dell’interesse e della curiosità collettiva per i ruoli che ricoprono.

Merito anche della scelta di un fotografo del calibro di Gerald Bruneau, esperto di ritratti in tutto il mondo nel compo della politica, dello spettacolo, dello sporto e della cultura, ma anche appasionato fotografo di opere d’arte storiche sulle interviene rivisitandole in chiave dadaista (Bronzi di Riace, Paolina Borghese, Pietà di Michelangelo, Venere capitolina tuttora esposta presso il Museo Diffuso di Formello)

Durante la mostra è stata presentata anche l’iniziativa dell’ospedale Gemelli di Roma, Art4Art (Advanced Radiation Therapy) che ha permesso di abbellire il centro di Radioterapia Oncologia del Policlinico gemelli di opere d’arte ed organizzare eventi di intrattenimento artistico volti ad alleviare la sofferenza dei pazienti e a sollevarne gli animi, ciò grazie anche alla collaborazione con l’Associazione Romanini, oggi un percorso virtuale tratto dall’esposizione arricchito con video interviste è entrato a far parte della loro piattaforma.

  • Maria Cristina De Sanctis Planetologa
  • Alessandra Celletti Matematica
  • Francesca Cappelletti, Galleria Borghese

La mostra è curata e realizzata da Fondazione Bracco, in collaborazione con Arthemisia e Zetema Progetto Cultura, con la promozione di Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Orari di apertura al pubblico:

martedì-venerdì ore 13-19

sabato e domenica ore 16-19

lunedì chiuso

Social ed hashtag ufficiale:

#Ritratte

@FondazioneBracco-@arthemisiaarte-@MuseiInComuneRoma

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