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Pubblicità specchio di un’epoca

Come da una pubblicità si possa capire la società per cui è stata realizzata

In questi giorni passa in televisione lo spot della Golden Lady, luminoso, bello, dinamico, accattivante ed onirico.

La cosa non è passata inosservata, destando in me la curiosità di analizzarla.

Il core di questa campagna Golden Lady, #conlemiegambe, è quello positivo di sostenere le donne a puntare sui propri sogni e realizzarli anche se l’impresa risulta stancante e dura, ovvero tutta in salita.

La campagna del 2017 (clicca qui per vederla) raccoglieva esperienze diverse (una donna in carriera, una mamma e una ragazza alle prese con le scelte della propria età), un miscellaneo di ruoli possibili in cui una donna può ritrovarsi; invece, quella di questo anno  propone la vita di una modella.

Lo spot si apre con una ragazza che ogni giorno affronta un nuovo inizio di giornata. Se ci basiamo solo sul testo, ossia la voce narrante, abbiamo a che fare con una ragazza dalla forte volontà, decisa, che sa bene ciò che vuole e sa che se si impegna può fare qualunque cosa. Guardando le immagini del video, abbiamo davanti la vita di una modella, che passa da uno shooting fotografico ad uscite con gli amici, dalla palestra alle sfilate. Non proprio la vita di tutte le donne.

Questa scelta sembra alquanto insolita per definire la promessa di questa campagna: “con il mio prodotto puoi fare ciò che vuoi anche diventare una modella”, concetto non proprio scontato, visto che per diventare modella bisogna prima di tutto bisogna avere una certa tipologia di fisico e non basta indossare dei collant o dei leggins a marchio Golden Lady per diventarlo. Sul perché scegliere un prodotto a marchio Golden Lady, la campagna torna sul piano della realtà: “basta scegliere bene e puntare su chi ci sostiene”, in tal caso il prodotto dovrebbe garantire questo sostegno e la possibilità di fare tutto con le proprie gambe.

Tornando al core della campagna, realizzare i propri sogni, forse la scelta di questo tipo di professione appare più chiara se guardiamo meglio la società odierna, le giovanissime sono sempre più portate a vedere questa professione come una strada percorribile, inoltre si lega forse di più all’attuale mondo delle fashion blogger (vedi Chiara Ferragni che è diventata testimonial di diverse marche). Sicuramente vedendo la protagonista dello spot si nota che il pubblico di riferimento sono le ragazze in età di Università, giovani donne che non hanno superato i 30.

Insomma, questa appare una scelta sicura per l’azienda produttrice, ma è anche sintomo purtroppo che ancora oggi determinate carriere rimangono appannaggio maschile.

Guardando allo spot dello scorso anno (2017 ndr.), rimanendo nell’ambito dei sogni da realizzare, c’è da aspettarsi che nelle prossime campagne compaiano anche le altre tipologie di carriera affrontate. Si potrebbe anche ricorrere ad altri spunti: chi sogna di vincere l’oro olimpico in qualche disciplina sportiva; chi desidera scoprire la cura di qualche malattia; chi vorrebbe vincere il premio Pulitzer; chi diventare scrittrice di successo; chi riuscire a raggiungere i vertici aziendali. Piccole gocce d’acqua nel mare di esempi a cui si può fare riferimento se parliamo di sogni delle donne.

Ma se vogliamo rimanere con i piedi per terra, guardando alla situazione in Italia, forse le giovani donne di oggi sognano anche solo di riuscire ad ottenere un posto di lavoro che gli permetta di affrancarsi dalla propria famiglia, iniziando ad essere indipendenti e portare così il proprio contributo a chi per anni le ha sostenute.

Perché, parliamoci chiaro, oggi non c’è nulla di più onirico della sicurezza economica e copertura sanitaria.

Dietro spot di questo tipo c’è tanto lavoro da parte di psicologi ed analisti di mercato; oggi giorno per diventare aziende di successo e vendere i propri prodotti ci vuole molto impegno e studio, perché la popolazione dei consumatori è sempre più consapevole dei propri bisogni e non abbocca più alle esche pubblicitarie ad occhi chiusi (ovviamente parliamo di un pubblico adulti e non più facilmente influenzabile).

Tuttavia le pubblicità come questa cercano di captare questi bisogni, ad esempio “compro questo prodotto perché mi sento così, poco importa se la realtà è un’altra, l’importante è che ci credo io”, qui sta racchiusa la moderna società dell’io sempre più incentivata dall’industria del commercio e no.

Questo è solo uno dei motivi alla base delle politiche di mercato fatte in Italia, gli acquisti impulsivi diminuiscono, diminuendo così i guadagni, e di conseguenza le aziende hanno escogitato manovre interne che le proteggono durante le vendite, mentre il consumatore è sempre più esposto a rischi, sopratutto per quanto concerne gli acquisti online che sono in forte crescita.

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Conversazione su Tiresia

Lo scorso martedì (6 Novembre 2018) ho visto lo spettacolo di Andrea Camilleri, Conversazione su Tiresia, trasmesso presso un cinema romano.

Sono rimasta colpita dalla forza di questo uomo di 93 che continua a sfornare opere e a regalare attimi di riflessione di elevata rilevanza e momenti di alta cultura. Sono stata catturata dalla sua passione e trasportata dalle sue parole direttamente nel tempo del racconto. In quest’opera Camilleri si cala nei panni di Tiresia, raccontando in prima persona la storia di questo personaggio della mitologia greca, con una narrazione attuale e leggera. A torto o a ragione, elogia o condanna autori, sceneggiatori, registi ed attori che hanno parlato, raccontato ed interpretato Tiresia, o anche solo nominato.

Un excursus rilevante per chi studia materie umanistiche, ma anche uno stimolante esempio di vitalità, e qui parlo del maestro Camilleri, che tutti noi dovremmo emulare. La cultura ti apre la mente e ti trasporta nella dimensione dell’eternità.

Attraverso questo personaggio, Camilleri ha voluto accostarsi alla trattazione di questo argomento, per dirla con le sue parole “per riuscire anche solo ad intuire cosa sia”. Un esercizio quello di Camilleri che dovremmo fare tutti, sopratutto in tempi come questi che ci stanno allontanando da noi stessi e dalla nostra umanità.

Lo spettacolo Scritto e interpretato da Andrea Camilleri con la Regia di Roberto Andò, le Musiche composte ed eseguite da Roberto Fabbriciani, i Suoni di Hubert Westkemper, i Video di Luca Scarzella, le Luci di Angelo Linzalata è stato prodotto dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico, con Tancredi Di Marco e curato da Valentina Alferj.

Questo spettacolo è stato presentato presso il Teatro Greco di Siracusa lo scorso 11 Giugno 2018, le riprese che hanno permesso la messa in onda nei cinema, sono state registrate e prodotte dalla Palomar di Carlo Degli Esposti, con le riprese in alta definizione di Stefano Vicario.

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Rotella Fuori posto. Il docufilm su Mimmo Rotella

Catanzaro- Lo scorso 20 Ottobre presso il Complesso monumentale del San Giovanni si è tenuta la presentazione del docufilm su Mimmo Rotella, artista di fama internazionale nato a Catanzaro, creatore del decollage e rappresentante del Nouveau Realism.

Il film è stato realizzato con l’interpretazione di Alessandro Haber, Diego Verdegiglio e di attori calabresi come Eugenio Masciari, Andrea Borrelli, Paolo Turrà, Pino Torcasio e Adele Fulciniti.

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Questo docufilm rappresenta un viaggio nel mondo dell’arte, quella stessa arte che guidò Rotella verso la fama; una figura libera, lontana dal comune pensare e per questo spesso non compresa, un animo eclettico ed a volte controverso, ma ricco di immaginazione e iper produttivo. Ciò che sfiorava la mente di Rotella si tramutava in opera d’arte, lo provano non solo i suoi decollage e serigrafie, ma anche il Manifesto dell’epistaltismo e suoi poemi fonetici.

Questo documentario, diretto da Eugenio Attanasio e sceneggiato da Davide Cosco, con la post-produzione di Nicola Carvello, rappresenta anche uno sguardo sulla città di Catanzaro, che ha dato i natali all’artista, aiutando così a contestualizzare la sua figura all’interno di un territorio complesso e fertile, in grado di nutrire l’animo di un artista con numerosi frutti.

L’opera è infatti interamente girata nel territorio catanzarese, sia per quanto riguarda gli esterni, che per ciò che concerne gli interni; questi ultimi, luoghi dove Rotella ha vissuto ed è cresciuto formandosi come artista e formando anche artisti: il laboratorio di modista della madre, il laboratorio del maestro Saverio Rotundo detto “u Ciaciu”, l’Accademia di belle Arti, la Fondazione Mimmo Rotella (nata nel 2000 su espressa volontà dell’artista al fine di raccogliere tutte le sue opere).

Molto bella è l’immagine finale, che forse rappresenta la fine del viaggio di Rotella su questa terra, dove il piccolo Rotella incontra l’artista maturo (Haber) in una spiaggia deserta (quella di Caminia); nei titoli di coda compare una donna (Adele Fulciniti) intenta a sfogliare una raccolta di opere di Escher, artista nativo dei Paesi Bassi che passò molto tempo in Italia ed in particolare in Calabria come testimoniano le sue litografie su Pentedattilo, Tropea, Stilo, Santa Severina.

Rotella fuori posto, nome scelto per rafforzare l’idea che ogni artista, in questo caso Rotella, per poter diventare tale deve uscire dal proprio territorio, ma anche per quella sensazione di urgenza ed eterna ricerca che contraddistingue l’animo di un artista; offre allo spettatore uno sguardo che viaggia su più fronti, il documentario con la descrizione dell’opera di Rotella da parte di un esperto conoscitore della sua arte che aiuta a comprenderla da un punto di vista didattico, c’è poi la presenza di documenti video che testimoniano alcuni momenti salienti della vita dell’artista, ed infine c’è la rappresentazione teatrale della vita di un artista (interpretata da Haber) che viaggia in parallelo con quella di Rotella, un dialogo sull’arte a volte di difficile interpretazione, spesso filosofico, che però offre al pubblico il lato umano e complesso della figura di Mimmo Rotella.

Questo lavoro cinematografico, si inserisce all’interno di un progetto comunitario e regionale che ha coinvolto numerose realtà artistiche e didattiche del territorio calabrese: Cineteca della Calabria,  Casa del Cinema – Comune di Catanzaro, Fondazione Rocco Gugliemo, Cineclub Cinemazaro, Zatita production, Accademia di Belle Arti, Liceo Artistico di Catanzaro e Istituto d’arte di Squillace.

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Alla colonna sonora ed alle musiche ha lavorato il maestro Giuseppe Tassoni, la scenografia è opera di Claudio Cosentino, alla fotografia ha lavorato Francesco Lodari, operatore di macchina è stato Vittorio Sala, i costumi sono stati realizzati da Stefania Frustaci, l’edizione è opera di Giovanna Fregola, mentre la produzione si deve a Domenico Levato.

L’evento è stato promosso dall’assessorato alla Cultura del comune di Catanzaro, su iniziativa di Ivan Cardamone.

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Aspettando la Festa del cinema di Roma

Roma- Come di consueto anche quest’anno si svolgerà presso l’Auditorium Parco della Musica la tanto attesa Festa del Cinema di Roma. Siamo ormai alla tredicesima edizione e in attesa dello start che avverrà giorno 18 Ottobre, già si accavallano i primi rumors sul calendario di appuntamenti.

Il direttore artistico Antonio Monda, di concerto con Laura Delli Colli di Fondazione Cinema per Roma, affiancato da un autorevole Comitato di Selezione (Mario Sesti, Richard Peña, Giovanna Fulvi, Alberto Crespi, Francesco Zippel e Valerio Carocci), ha annunciato lo scorso venerdì 5 Ottobre il programma completo della Festa.

Previsti gli Incontri Ravvicinati con:

  • Martin Scorsese, acclamato cineasta, che riceverà il premio alla carriera da Paolo Taviani; durante l’incontro il maestro ripercorrerà i suoi cinquant’anni di carriera e illustrerà alcune sequenze selezionate dai film italiani che hanno svolto un ruolo fondamentale nella sua carriera e parteciperà ad un incontro con gli studenti dell’Università La Sapienza  di Roma presentando una versione restaurata di un classico del cinema italiano.
  • Sigourney Weaver, la poliedrica attrice statunitense sarà a disposizione del pubblico per ripercorrere i suoi cinquant’anni di carriera.
  • Giuseppe Tornatore, il regista siciliano si metterà a nudo approfondendo con i presenti la sua passione per il noir, spaziando dalla letteratura al cinema.
  • Pierre Bismuth, il poliedrico artista francese che con sapienza e accuratezza miscela generi diversi come  video installazioni,  pittura e scultura, passando per collage e architettura fino alla musica, dopo aver vinto l’oscar per la scenografia di Se mi lasci ti cancello si è cimentato anche come regista con il lungometraggio Where is Rocky II?. Per una carriera così variegata non poteva esserci migliore location del MAXXI per presentare la sua carriera al pubblico.
  • Luca Bigazzi e Analdo Cantinari, due importanti figure provenienti dal mondo della fotografia e che racconteranno il mondo del cinema dal punto di vista del direttore di fotografia.
  • Giorgio Franchini ed Esmeralda Calabria, dopo il ruolo di direttore di fotografia non poteva mancare quello di montatore, i due esperti di montaggio cinematografico racconteranno la loro carriera e il rapporto con i registi.

Sarà presentato in anteprima il nuovo capolavoro di Paolo Virzì, Notti Magiche, che come lo stesso titolo evoca è ambientato durante i mondiali di calcio del 1990, fim prodotto da Marco Belardi per Lotus Production, società di Leone Film Group, con Rai Cinema e sarà distribuito da 01 Distribution.

Come consuetudine saranno presentati importanti capolavori cinema italiano in versione restaurata, come Italiani Brava Gente di Giuseppe De Santis, restaurato da Genoma Films in collaborazione con Cineteca Nazionale; uno dei fondatori del Neorealismo nonché Leone alla carriera nel 1995, in questo film ricostruiva la tragedia che si è abbattuta sugli italiani nella campagna di Russia durante la seconda guerra mondiale.

Tra i tanti aspetti della Festa del Cinema di Roma compare anche l’organizzazione e sponsorizzazione di mostre dedicate ai volti del cinema. Quest’anno, da Ottobre a Gennaio, sarà possibile visitare presso il Museo dell’Ara Pacis una mostra dedicata ad uno dei simboli del cinema italiano nel mondo, Marcello Mastroianni; la mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita- Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con la coproduzione e cura della Cineteca di Bologna ed il sostegno del MiBact e dell’Istituto Luce-Cinecittà.

Il tema della Festa di questo anno è il noir, ed è a questo filone che appartengono i film scelti dal Comitato di Selezione che saranno presentati al pubblico nella sezione I Film della Nostra Vita, seguiti da incontri con autori, attori ed ospiti, inoltre le proiezioni saranno precedute da brevi pillole dei noir più celebri e più amati.

La Festa del Cinema di Roma si estende a tutto il tessuto cittadino, come l’Auditorium di Rebibbia Nuovo Complesso e la Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, inoltre grazie al successo avuto con il progetto pilota del’anno passato, proseguiranno i Red Carpet nel centro storico romano. Affidato al gruppo di comunicazione HDRA, questo progetto nominato Accadrà sul Red Carpet ha il duplice scopo di diffondere il cinema di qualità e la promuovere la città di Roma. Infatti cittadini e turisti saranno più vicini alle celebrità internazionali, grazie alle attività che vedono protagonisti non solo il cinema, ma anche la cultura, il fashion, il design, le nuove tendenze e la musica d’autore che si snoderanno in un accattivante percorso per vie di Roma.

La festa si concluderà il 28 Ottobre

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IlFotoStudio e la mostra fotografica itinerante

Roma – Giorno 2 Ottobre si concluderà una interessante mostra dedicata a giovani talenti dell’arte fotografica, persone che frequentano i corsi de Il FotoStudio di via Valdinievole 106.

La mostra, inaugurata lo scorso 25 Settembre, ha la caratteristica di essere itinerante, infatti gli scatti sono stati ospitatati in vari locali del quartiere delle Valli dell’Aniene, come il Deriva, Luperini, Zero Bar e altri ancora.
Una bella iniziativa che mira non solo a far spiccare il primo volo ai fotografi che devono fare i conti con la critica, ma è anche un modo per incuriosire gli avventori dei locali dove questi scatti sono ospitati che vedendole forse si pongono delle domande e per chi conosce già la mostra è occasione per sperimentare locali nuovi.

Lo scorso 29 Settembre ho avuto modo di partecipare ad una visita, guidata dal titolare dello studio fotografico, relativa a questa mostra, una vera scoperta. Scatti dalla forte personalità, che urlano la loro presenza nel mondo, difficile distinguerle da quelle di fotografi professionisti e dai nomi importanti.

Francesco Amorosino, proprietario de il FotoStudio, descrive le opere dei propri allievi con orgoglio, racconta come sono stati concepiti gli scatti e quali sono gli argomenti rappresentati, come l’omaggio a Italo Calvino e Le città invisibili, che potrete vedere anche a fine mostra presso il suo studio. Purtroppo le altre foto verranno rimosse dai luoghi di esposizione, ma se siete interessati potete comunque fare riferimento a Francesco, e se sarete fortunati avrete la possibilità di vedere scatti davvero intensi, come quelli che ho potuto vedere io. Al termine della visita è stato possibile visionare in video proiezione le foto assenti, ovvero ospitate in esercizi commerciali già chiusi e così conoscere anche i vari corsi tenuti da Francesco.

Ancora meglio se partecipate all’ultima visita guidata del 2 Ottobre che partirà alle 18:30 presso lo studio per poi spostarsi verso gli altri luoghi che ancora per poco ospiteranno le opere fotografiche.

Qui il link del Fotopercorso con gli orari delle visite.

Si informa che La mostra di Fotopercorso è stata prorogata fino alla fine della settimana! Sabato sera ci sarà un piccolo giro guidato di quelle ancora disponibili!

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Cialtrone sarà lei, alla scoperta di Pasquale Rinaldi

Roma – Lo scorso venerdì (21 settembre 2018) presso la libreria Fahrenheit di Campo dei Fiori si è svolta la presentazione del libro Cialtrone sarà lei di Pasquale Rinaldi, edito da LFAPublisher.

Nella piccola sala delle presentazioni gremita di pubblico, nonostante la pioggia scrosciante fuori, ha avuto luogo un siparietto molto simpatico su alcune parti del libro, rappresentato dall’autore con il supporto eccellente e creativo di quattro simpatiche donne, Ross, Sere, Laura e Vale, organizzatrici, insieme a Stefano Iaconis, e relatrici della presentazione.

Cialtrone sarà lei è un libretto di 80pp. che ironizza su eventi di vita quotidiana dove il protagonista, Cialtrone, cerca di barcamenarsi in differenti situazioni rese pittoresche dalle descrizioni frutto della fantasia e comicità dell’autore.

Come potete apprendere dal video allegato, la passione per la  scrittura di Pasquale nasce su Instagram, l’ormai famoso social-network nato inizialmente per fotografi ma diffusosi rapidamente anche per usi differenti grazie alla rapidità e semplicità di creazione delle informazioni che si desidera condividere.

Pasquale sul social-network ha iniziato a farsi conoscere proprio con lo pseudonimo di @Cialtrone, ed è sempre su questa piattaforma digitale che ha avuto anche modo di relazionarsi con le sue quattro supporter di fiducia, note come @tre_caffe_e_un_succodimirtilli.

Sovente quando navighiamo su internet, indipendentemente dalla piattaforma che utilizziamo, pensiamo che dietro pseudonimi si nascondano il più delle volte malintenzionati; non si può fare di tutta l’erba un fascio, infatti, ci si può imbattere in persone come Pasquale che usa queste piattaforme per esprimere un lato della propria personalità che nella vita reale difficilmente ha occasione di far emergere.

La presentazione è stata accattivante e ricca di informazioni utili a conoscere l’autore e il suo libro, partendo dalla genesi, il personaggio creato sulla falsa riga di Homer Simpson,  gli spunti per realizzare i racconti, fino alla partecipazione ad un concorso di scrittura che lo ha premiato per il racconto Io Marilyn, in più tanti altri colpi di scena divertenti e la lettura di un estratto del libro.

La presentazione si è conclusa con una serie di domande poste dal pubblico, che hanno svelato informazioni che durante la presentazione non erano state toccate, e come per ogni presentazione che si rispetti l’immancabile firma libro.

Ma adesso non perdetevi il video della presentazione, è un pò lungo ma ne vale la pena.

Per chi non l’avesse letta qui riporto la mia recensione:

“Nell’era digitale ormai ci sono più scrittori che lettori, e barcamenarsi tra le varie proposte diventa arduo. Quando però ti imbatti in qualcosa di piacevole e per nulla banale ti senti rincuorato. Seguo l’autore, Cialtrone, su istagram dove pubblica tutto ciò che la sua mente elabora. I suoi racconti sono un concentrato di pura comicità in grado di farti ridere di cuore, e sappiamo bene che far ridere è molto più difficile che far piangere. Se poi la comicità è intelligente e non banale, in questo Pasquale Rinaldi risulta molto abile, i racconti seppur brevi sono più apprezzati. Non credo di fare uno sgarro alla Littizzetto, nel dire che i racconti di questa nuova promessa della narrativa umoristica italiana, ricordano molto quelli dei libri della Lucianina nazionale. Speriamo che il futuro di questo autore possa regalarci altri momenti di ilarità come questi.”

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Una gita in barca

Rimanendo ancora un po’ sul filone della Calabria, ho recuperato questo video girato la scorsa estate durante una gita in barca con alcuni amici. La barca in questione appartiene a Riccardo che mette a disposizione la barca e le sua esperienza nel campo della navigazione per piccoli gruppi che intendono passare una mattinata vivendo il mare in modo diverso.

Si parte dal Circolo velico attraversando tutta la costa, ogni tanto ti propone anche di prendere il timone se le condizioni sono favorevoli. Nel mio caso abbiamo raggiunto la spiaggia di Caminia, dove siamo rimasti un pò per qualche tuffo con esplorazione delle grotte naturali. Poi abbiamo ripreso la rotta fino alle vasche di Copanello per poi rientrare verso il Circolo Velico di Soverato.

Uno spettacolo molto bello, tra il relax e la meraviglia di vedere la costa via mare, da questo punto di vista tutto sembra affascinante, ti cattura e ti resta addosso, neanche fossi entrato nel mondo delle favole.

Lo consiglio vivamente, a turisti e locali, ai turisti perché così hanno modo di vedere più posti di mare e ai locali per vivere almeno una volta da turisti la propria terra.

Per chi fosse interessato ai servizi di Riccardo può visitare la sua pagina facebook

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Calabria. L’ombelico del mondo

Descrivere un viaggio a distanza di tempo è sempre difficile, vuoi per la selettività della memoria, vuoi per la difficoltà di tenere una corretta linea temporale degli eventi. Se non prendi appunti subito è la fine.

Se poi devi anche scegliere tra una lunga serie di viaggi fatti l’impresa è ancora più complessa.

Dunque mi sembra giusto partire da una regione dove torno spesso, e che mi ha anche dato i natali, ma che mio malgrado conosco veramente poco, la Calabria.Vista Parco della Biodiversità- Catanzaro

Vista Parco della Biodiversità- Catanzaro

La Calabria è una regione ahimè sottovalutata, sopratutto dagli stessi calabresi; la Calabria è una regione con un patrimonio culturale, paesaggistico e storico immenso. Non lo dico perché sono calabrese, ma perché i fatti mi danno ragione, ad esempio i tanti turisti che dal nord, che sia d’Italia, dell’Europa o del mondo non fanno altro che osannare la bellezza di questi posti e la scarsa attitudine dei calabresi e valorizzarli, esaltarli e rispettarli.

Io in effetti ne sono una prova vivente, sono emigrata verso il nord denigrando la mia terra perché incapace di darmi le opportunità che volevo, per poi rendermi conto che ciò che ci serve c’è sempre ovunque, basta avere la voglia e la forza di volontà di realizzarlo passo dopo passo.

Ma torniamo al nostro viaggio, tanti associano la Calabria al mare, praticamente ne è circondata ed effettivamente non ha nulla da invidiare ad altre località di mare (se non le infrastrutture), ma non c’è solo questo. Ci sono molti itinerari turistici, viaggiando in autostrada ne ho visti tantissimi che in treno mi perdevo, c’è ad esempio un sito escursionistico molto interessante che ho sempre desiderato visitare nella Presila Calabrese, ma tra una cosa e l’altra non ho mai fatto, denominato Le Valli Cupe  con una varietà di fauna e paesaggi inaspettati, pensate c’è anche un canyon.

Ovviamente la ricchezza della regione non si esaurisce a questo, c’è tanto altro ancora; tralasciando le note località turistiche, come Tropea e Pizzo Calabro ormai famosi pre i tartufi e le cipolle, guardiamo più a sud allo spettacolo visivo che offre Scilla, quel miraggio della Fata Morgana che tentava re Ruggero il Normanno continua a ripetersi, infatti nelle giornate più limpide si può ammirare la vicina Sicilia (questo è il punto più vicino) e credetemi sembra veramente di poterla toccare semplicemente allungando un braccio.

I luoghi di interesse sono veramente tanti, Reggio Calabria con i famosi Bronzi di Riace, San Nicola Arcella, vicino Diamante, con il suo splendido Arcomagno, Roccella Ionica con il festival del Jazz, il Parco del Pollino con i suoi nuovi itinerari, le Serre Calabresi nell’Appennino calabro e tanto altro ancora.

La Calabria è una regione che ti sorprende sempre, sono molti anche i siti di interesse artistico, come ad esempio il Parco Archeologico Scolacium, sulla strada da Catanzaro Lido a Copanello, che è possibile ammirare nel suo splendore soprattutto la sera quando l’atmosfera diventa suggestiva e sembra di essere trasportati indietro nel tempo, proprio quello di Ruggero il Normanno, oggi è gestito dalla Fondazione Armonie d’Arte che organizza numerosi eventi artistici e culturali;  interessanti anche le opere che si possono ammirare presso il Parco della Biodiversità Mediterranea a Catanzaro, purtroppo vandalizzato da ignoranti e incivili, visto che siete a Catanzaro potete visitare il Complesso monumentale del San Giovanni, con annesso museo, informatevi se c’è anche la possibilità di visitare i sotterranei di Catanzaro, date uno sguardo al video Segreti Passaggi realizzato da Giuseppe Racchetta, tanto per capire di cosa si tratta.

Se invece amate la letteratura non mancate di visitare la fiera del libro nell’ambito del Progetto Gutenberg che si tiene ogni anno a fine maggio, qui potrai assistere a numerose presentazioni e conoscere meglio i diversi autori.

La Calabria ha anche una storia nel campo dell’arte tessile, per esempio se andate a San Giovanni in Fiore, a Carucci, a Castelsilano o a Cerenzia, scoprirete che questo mestiere ha radici antichissime, nel 1800, avviata probabilmente da donne di origine greco orientale  immigrate in Calabria con i propri telai e le loro conoscenze.

La Calabria possiede anche radici profonde nell’arte della ceramica, che risalgono alla Magna Grecia e naturalmente alla vicina Sicilia, se volete vedere alcuni laboratori antichi potete andare Squillace, Seminara e Gerace, poi potete anche fare un confronto tra storia modernità visitando il laboratorio di ceramiche a Soverato marina “Le Ceramiche Di Francesca Ciliberti”, così potete anche fare un tuffo al mare e gustarvi la tipica brioche con gelato, o passeggiare sul nuovo lungomare sorseggiando la Brasilena, tipica bevanda gassata al caffè.

La Calabria ha dato i natali anche tanti nomi illustri, il pittore Mattia Preti, l’artista Mimmo Rotella, Mimi Bertè (Mia Martini) e Loredana Bertè, il regista Gianni Amelio, alcuni attori come Francesco Colella, Raul Bova, Emi Bianchi e Daniela Vitale.

La Calabria è proprio immensa, chi la percorre in macchina se ne rende conto, non basta una pagina per descrivere tutto quello che offre, perciò visitatela e scopritela anno dopo anno.

Qui potete trovare l’articolo di Gaetano Moraca su altri eventi culturali che si tengono in Calabria.

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Costruire

Qualche giorno fa guardavo la prima puntata di una Pallottola nel cuore 3, con il maestro Gigi Proietti, in una sequenza della puntata Paola Minaccioni si sfogava con Francesca Inaudi sulla sua condizione: donna matura, fidanzata e in carriera ma ancora senza figli. Accennava al fatto che si sentisse vuota, come se non avesse costruito ancora nulla proprio perché non aveva figli.

A mio avviso, parlando in generale, già solo il fatto di avere una carriera avviata e soddisfacente dona ad una persona un buon bagaglio alle spalle, perché puntando su se stessi passo dopo passo si è costruito, una personalità, una carriera e di conseguenza relazioni sociali. Perché buttare via tutto questo? Non è ugualmente importante e faticoso per un individuo?

In quel contesto e in tanti altri, come mi è capitato di notare, il concetto del costruire nella donna viene sempre associato alla vita familiare, quando ormai ai giorni nostri, ben sappiamo che sono tanti e più disparati gli obiettivi costruttivi che una persona, donna o uomo che sia, si prefigge.

Parliamoci chiaro, non critico l’idea in se di voler costruire una famiglia, perché è un valore importante, ma il cercare di demonizzare sempre ciò che devia dal prevedibile avvicendarsi del nasco, cresco, studio, lavoro, mi sposo e faccio dei figli. Non sempre le cose seguono quest’ordine e non è giusto recriminare chi la vita ha riservato uno scenario diverso.

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